Microsoft ritira i finanziamenti al prossimo progetto dei creatori di 007: First Light

IO Interactive, i creatori del franchise di Hitman e del recente 007 First Light, ha diffuso un comunicato annunciando licenziamenti dopo lo stop ai finanziamenti per Project Fantasy da parte di Microsoft. Sebbene il testo non indichi che sia stata Microsoft a farlo e non ci fossero informazioni precedenti al riguardo, lo hanno confermato pochi minuti dopo. Lo hanno fatto in una dichiarazione a Bloomberg, dove un rappresentante di Xbox ha affermato che stavano finanziando il progetto e che hanno smesso di farlo perché stanno rivalutando i loro investimenti per “concentrarsi sulle priorità principali”.

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Un disastro in arrivo

IO Interactive, affermano che questo taglio ai finanziamenti avrà conseguenze a breve termine come il licenziamento di un numero ancora imprecisato di dipendenti dello studio. Ma non la cancellazione del gioco. Hanno assicurato che amano il gioco, il mondo e l’IP e che si impegnano affinché Project Fantasy veda la luce un giorno.

Project Fantasy è un progetto di cui si vocifera almeno dal 2021 dopo che IO Interactive ha aperto un nuovo studio a Barcellona, il quale potrebbe essere il più colpito da questi licenziamenti, anche se non è stato ancora confermato nulla al riguardo. Ma solo a febbraio del 2023 la sua esistenza sarebbe stata confermata, anche se non conosciamo alcun dettaglio concreto su questo misterioso RPG a cui stanno lavorando nello studio.

Intanto, lo stesso rappresentante di Xbox assicura che non stanno riducendo il loro investimento nei videogiochi, anche se ci sono voci secondo cui all’interno dell’azienda ci sarebbero piani per chiudere o vendere fino a cinque studi interni. Per cui sembra che si prospettino tempi duri per l’industria dei videogiochi.

Sony dice addio al formato fisico a partire dal 2028 mentre dimostra che il digitale ti lascia senza diritti

Sony ha annunciato a sorpresa sul suo blog che, a partire da gennaio 2028, smetterà di pubblicare i suoi videogiochi in formato fisico. Il motivo è adeguarsi “alle tendenze dei consumatori mentre la loro preferenza generale per il digitale supera nettamente quella per i dischi fisici”. Questo non significa che smetterà di far uscire videogiochi, ma che “i nuovi giochi saranno disponibili su PlayStation Store e nei negozi unicamente in formato digitale”.

Hanno voluto chiarire, inoltre, che questo non avrà effetti retroattivi, dal momento che “questa transizione non influirà sui giochi che sono già stati lanciati o che saranno lanciati prima di gennaio 2028 su disco”. Il che ci fa sospettare che abbia a che fare con PlayStation 6 e con il fatto che il suo lancio sia, almeno per il momento, per la fine del 2027. Confermando così che sarebbe una console esclusivamente digitale.

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Tutto questo è grave di per sé. Anche se non lo sembra. Ma lo è ancora di più alla luce dell’altro annuncio che hanno pubblicato subito dopo sul loro blog. E infatti Sony ha annunciato un aggiornamento dei PlayStation Store di PlayStation 3 e PS Vita che chiuderanno a luglio 2027.

Questo, che può sembrare logico vista l’età delle console —PlayStation 3 uscì nel novembre 2006 e PS Vita nel dicembre 2011—, dimostra solo quanto sia insidiosa la mossa di Sony. Tutti i giochi che hai comprato in digitale su queste console non saranno più tuoi. Tutto quello che hai acquistato nel corso degli anni non potrai scaricarlo. Se il tuo hard disk si guasta e ne compri uno di ricambio o acquisti una console di seconda mano, non potrai scaricare i giochi che sono tuoi: saranno scomparsi per sempre insieme al negozio. E questo è il problema.

La scadenza del digitale

Esiste un argomento a favore: quando compriamo un gioco digitale, sappiamo che stiamo comprando una licenza. Qualcosa con una data di scadenza. Abbiamo avuto molti anni per giocare sulla nostra PlayStation 3 o sulla nostra PlayStation Vita. E questo è giusto. Sony non ha mai nascosto che ciò che ci vende è una licenza d’uso: il gioco non è di nostra proprietà. Ora, perché dovremmo accettarlo?

Immaginiamo questo stesso caso in qualsiasi altro ambito della vita. Che comprassimo un libro e che tra 20 anni arrivasse qualcuno della casa editrice e dicesse che dobbiamo cedergli la nostra copia del libro, che è illegale tenerlo sul nostro scaffale. Questo ci sembrerebbe assurdo, se non direttamente un abuso di potere da parte della casa editrice. Anche se al momento dell’acquisto del libro avessimo accettato che stiamo acquistando una licenza d’uso del libro, non il testo in sé, capiremmo che il libro, l’oggetto fisico, è nostro. E con i giochi digitali succede lo stesso: non possediamo il gioco, la proprietà intellettuale, ma possediamo l’oggetto digitale, la copia giocabile del gioco. E toglierci la capacità di giocarlo non dovrebbe essere possibile.

Tuttavia, Sony ritiene che debbano poterlo fare. Non solo con i suoi giochi. Questa stessa settimana hanno confermato che ritireranno dal loro catalogo più di 550 film e serie di Studio Canal dalle librerie digitali di PlayStation senza rimborsi né alcuna compensazione. Di nuovo, trincerandosi dietro la licenza digitale e nonostante migliaia di utenti abbiano pagato per quel prodotto, li priveranno di qualcosa per cui hanno pagato.

La legalità o meno di questo è irrilevante. Non c’è alcuna situazione in cui, come consumatori, dovremmo permettere questo genere di comportamenti. Né Sony né nessun’altra azienda al mondo ha assolutamente alcun diritto di decidere di privarci di ciò che abbiamo acquistato.

Addio agli sconti scandalosi

Vuol dire questo che dobbiamo necessariamente sostenere il formato fisico? Non necessariamente. Vuol dire che bisogna fermarsi e dire “fin qui”. Questo segna chiaramente un limite in una lunga serie di decisioni anti-consumatore nell’industria del videogioco che abbiamo già visto in molte altre industrie. Abbiamo visto come nella musica il passaggio allo streaming abbia portato a far sì che agli artisti vengano pagate briciole rispetto ai supporti fisici. Nel cinema e nelle serie con il passaggio allo streaming e al digitale abbiamo visto un problema di preservazione come non si vedeva dagli anni 50 del secolo scorso. E nel videogioco sembra che possano succedere entrambe le cose.

Non solo entrambe, può succederne anche una esclusiva del mezzo: prezzi assolutamente abusivi. Sony ha un monopolio completo su chi può vendere nel suo negozio online. Con il suo recente cambiamento di politiche nel negozio, ora è più difficile vendere lì, per cui grazie a questo cambiamento sarà più difficile pubblicare su PlayStation. E dato che non sono consentiti altri negozi digitali, non si può comprare in nessun altro posto che non sia il PlayStation Store.

A che cosa porta questo? Al fatto che gli utenti siano obbligati a comprare al prezzo che detta Sony. Anche se questo è abusivo. Per il momento possono combatterlo grazie al fisico, che di solito scende di prezzo grazie a una combinazione di due fattori: il fatto che, essendoci più rivenditori, competano tra loro, abbassando il prezzo, e il fatto che esista il mercato dell’usato, che fa sì che la svalutazione del prodotto dovuta all’usura li renda più economici. Il che costringe, a sua volta, i giochi in digitale a scendere più rapidamente di prezzo, dato che i prezzi dei giochi fisici scendono a un ritmo sufficientemente costante perché anche i digitali debbano farlo.

Se sommiamo che Sony ha un monopolio completo sui negozi digitali sulla sua console e l’assenza di una pressione esterna per abbassare i prezzi, qual è la cosa più probabile che accadrà ai prezzi? Ciò che già accade con i giochi digitali di Nintendo, che si trovano esattamente in questa situazione: che non scendono mai di prezzo e i loro sconti sono risibili. Colpendo direttamente il consumatore.

Un mondo senza giochi fisici

Tutto questo inoltre influenzerà molto in particolare le abitudini di persone che consumano videogiochi in modi particolari. Ci sono quelli che comprano videogiochi, li finiscono e li vendono per comprarsi il successivo. Ci sono quelli che comprano solo giochi di seconda mano. Ci sono quelli che comprano un gioco in più persone. Molti di loro, la maggior parte, perché non possono permettersi il prezzo di giochi dai prezzi sempre più alti. Qualcosa a cui il digitale mette sempre più ostacoli.

Questo senza contare il fattore collezionismo. O il fattore della preservazione del mezzo. Soprattutto perché il secondo richiederebbe di parlare di qualcosa di molto delicato: l’unica vera preservazione passerebbe dal fatto che le aziende permettano di possedere i giochi ed emularli come vorremmo. Qualcosa a cui dovremmo avere diritto, proprio come abbiamo diritto a scansionare un libro e leggerlo dove vogliamo.

Quello che vuole Sony è una misura anti-consumatore che non beneficia nessuno e può danneggiarci in maniera terribile. Può addirittura colpire in maniera molto negativa il videogioco nel medio e lungo termine. Per questo è ora di fermarsi e dire di no, che questa mossa, senza molte altre mosse equivalenti a favore degli utenti, non è qualcosa che si possa consentire. Perché altrimenti, quello che farà Sony si ripercuoterà sugli utenti. E molto negativamente.

GTA 6 apre i preordini: potrebbero aver già sfiorato 1 miliardo

GTA 6: preordini record, ma i numeri restano senza conferma ufficiale

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Nelle ore successive all’apertura dei preordini di Grand Theft Auto VI (GTA 6), partita il 25 giugno 2026, online hanno cominciato a circolare stime molto alte: si parla di circa 1 miliardo di dollari incassato quasi subito, con previsioni ancora più spinte se si allarga lo sguardo alle prime 24 ore. C’è però un problema evidente: Rockstar Games e Take-Two Interactive non hanno dati ufficiali sui preordini. Per questo, quei numeri vanno presi con estrema cautela.

Atteso da anni, GTA 6 potrebbe davvero aver iniziato con il piede dell’evento.

Ma, almeno per adesso, restiamo nel campo delle cifre non verificate. Né Rockstar Games né Take-Two Interactive hanno diffuso comunicazioni ufficiali sui preordini, quindi le valutazioni che stanno rimbalzando da un post all’altro non possono essere trattate come dati certi.

I preordini di GTA 6 si sono aperti il 25 giugno 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X/S, mentre l’uscita è fissata per il 19 novembre 2026. L’edizione standard costa 79,99 dollari negli Stati Uniti, circa 70 sterline nel Regno Unito e 80 euro in Europa. È un prezzo alto, senza dubbio, ma per ora non sembra aver smorzato l’entusiasmo.

Secondo le stime non ufficiali comparse online, GTA 6 potrebbe aver mosso fino a 3 miliardi di dollari di ricavi da preordine nelle prime 24 ore, con circa 39 milioni di copie prenotate. Se anche solo una parte di questi dati trovasse conferma, saremmo davanti a una partenza superiore a quella di quasi qualsiasi altro lancio nel mondo dell’intrattenimento, non solo nei videogiochi.

Il paragone più immediato, guardando al passato, è GTA V. Nel 2013 il gioco incassò 800 milioni di dollari nel primo giorno e arrivò a 1 miliardo in tre giorni, secondo i numeri comunicati allora da Take-Two Interactive. Se GTA 6 si avvicinasse a quelle cifre, o addirittura le superasse, prima ancora di arrivare nei negozi digitali e fisici, per la serie sarebbe un salto di scala enorme.

Poi ci sono le previsioni degli analisti, che anche senza dare troppo peso alle indiscrezioni sui preordini continuano a immaginare un debutto gigantesco. Morgan Stanley stima 40 milioni di unità vendute nei primi quattro mesi. Altre proiezioni parlano di 30-35 milioni di copie entro la fine del 2026, mentre gli scenari più ottimisti spingono GTA 6 fino a 50-60 milioni di unità nel primo anno.

Anche Wall Street, almeno da quello che si è visto, crede parecchio nel fenomeno. All’apertura dei preordini di GTA 6, il titolo di Take-Two Interactive avrebbe segnato quasi un +3%, segno che gli investitori si aspettano un effetto molto pesante sui conti dell’editore.

Le dimensioni economiche del progetto aiutano a capire perché il mercato guardi a GTA 6 come a qualcosa che fa storia a sé. Il budget di sviluppo viene stimato tra 1 e 1,5 miliardi di dollari, una cifra fuori misura perfino per un blockbuster. Per ripagare fino in fondo un investimento del genere, il gioco dovrà diventare uno dei titoli più venduti di sempre, con possibili ricadute anche sul calendario delle uscite dell’intera industria.

Nel frattempo stanno emergendo anche dettagli più laterali, ma molto discussi. I primi dati ricavati dai link affiliati legati ai preordini di GTA 6 facevano pensare a una PlayStation 5 avanti rispetto a Xbox, anche se Microsoft ha parlato di ordini record e ha messo in dubbio la completezza del campione usato per quelle stime. Sta facendo discutere anche la scelta di alcune edizioni fisiche, che includerebbero un codice per il download al posto del disco.

Una cosa, comunque, si vede già bene: la domanda per GTA 6 sembra enorme. Però finché Rockstar Games e Take-Two Interactive non renderanno pubblici i dati ufficiali, il presunto miliardo incassato nella prima ora resterà soprattutto una misura dell’hype, più che un record davvero certificato.

Per ora siamo ancora alle indiscrezioni. Tocca aspettare per capire se GTA 6 riuscirà davvero a trasformare questi numeri in un primato reale.

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Pokémon Winds & Waves: trapelano i tipi finali degli starter

Nelle ultime ore ha iniziato a circolare online un possibile leak sui tipi finali degli starter di Pokémon Winds & Waves, Browt, Gecqua e Pombon, e la curiosità attorno al nuovo capitolo della serie Pokémon è salita subito.

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Stando ai post e alle immagini condivise sui social dall’utente conosciuto come “Light”, Browt evolverebbe in un Pokémon Erba/Terra, Gecqua in Acqua/Psico e Pombon in Fuoco/Folletto. La voce ha fatto il giro in fretta tra forum dedicati alla serie e social network, accendendo teorie, discussioni in ottica competitiva e parecchie reazioni entusiaste.

Il rumor, in gran parte, ruota proprio attorno a “Light”, nome che nelle ultime ore è comparso più volte nelle discussioni della fanbase. I contenuti diffusi online parlano delle evoluzioni finali del trio formato da Browt, Pombon e Gecqua, presentati come starter di Pokémon Winds & Waves.

Resta però il solito punto da non perdere di vista: non c’è nulla di ufficiale. Finché non arriveranno conferme dirette da The Pokémon Company o da Game Freak, questo leak va preso con la dovuta cautela.

Se poi si rivelasse tutto vero, la distribuzione dei tipi sarebbe davvero interessante. Pombon Fuoco/Folletto è senza dubbio l’abbinamento che ha acceso più commenti, anche perché non si vede così spesso e sulla carta promette una combinazione offensiva molto forte contro Draghi, Lotta e Buio.

Gecqua Acqua/Psico, invece, viene letto come la scelta più equilibrata, con una versatilità interessante sia sul piano offensivo sia su quello difensivo.

Browt Erba/Terra è forse il caso che sta facendo discutere di più. Da una parte offre coperture offensive utili e una sua identità ben precisa; dall’altra si porta dietro un problema che i fan conoscono benissimo, cioè una debolezza quadrupla alle mosse di tipo Ghiaccio.

Per molti fan e per i primi analisti sarebbe quindi una scelta rischiosa, ma con un potenziale altissimo.

La reazione del pubblico, fin qui, è stata per lo più positiva, e l’attenzione si è concentrata soprattutto su Pombon. Oltre al possibile typing Fuoco/Folletto, sta piacendo anche un altro dettaglio uscito dai rumor attribuiti a “Light”: la sua evoluzione finale potrebbe rimanere quadrupede invece di diventare un Pokémon bipede, tema su cui la fanbase di Pokémon discute da anni.

Anche Gecqua sembra aver convinto una buona fetta di appassionati, soprattutto chi preferisce starter con un’impostazione più solida e meno estrema. Browt, al contrario, continua a dividere: c’è chi apprezza l’idea di una creatura offensiva e aggressiva, e chi invece teme che quella debolezza al Ghiaccio finisca per penalizzarla troppo.

Pokémon Winds & Waves è stato annunciato il 27 febbraio 2026, in occasione del 30° anniversario del franchise, ed è atteso nel 2027 su Nintendo Switch 2. Dovrebbe essere proprio la coppia di titoli che aprirà la Generazione 10, ed è anche per questo che ogni dettaglio legato agli starter viene seguito così da vicino.

Nello stesso pacchetto di leak attribuiti a “Light” sono spuntate anche indiscrezioni sui possibili Leggendari di copertina: uno ispirato a Garuda per Winds e uno con richiami a una creatura naga o a una sirena per Waves. Anche qui, comunque, siamo ancora nel pieno dei rumor, e al momento non esistono trailer, artwork o annunci ufficiali che possano fare da conferma.

Per ora restano indiscrezioni non confermate. Bisogna solo aspettare per capire se i tipi finali di Browt, Gecqua e Pombon saranno davvero quelli anticipati dal leak.

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Wild Wild Eden debutta nel 2027: survival open-world con mostri addomesticabili

Wild Wild Eden, il nuovo RPG fantasy dalle tinte primitive di Magnus Games Studio, conosciuto finora come Project Survival, arriverà in accesso anticipato nel primo trimestre del 2027 su PC via Steam. L’annuncio è ufficiale e arriva direttamente dallo studio.

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Il mercato dei survival open world con creature da addomesticare, intanto, si sta riempiendo parecchio.

In questo scenario si inserisce Wild Wild Eden, finalmente presentato con il suo nome definitivo dopo mesi in cui il progetto era rimasto fermo all’etichetta provvisoria di Project Survival.

L’idea è chiara: prendersi un posto tra RPG open world, survival crafting e monster taming.

I richiami a Monster Hunter e Valheim si vedono, ma qui sembra esserci qualcosa in più, soprattutto nel rapporto con le creature e nella libertà lasciata al giocatore quando si tratta di costruire il proprio mondo.

Wild Wild Eden: cosa sappiamo del nuovo RPG survival

Per ora è previsto solo su PC tramite Steam e, stando a quanto comunicato da Magnus Games Studio, sarà ambientato in un mondo fantasy primitivo dove vestirai i panni di un capo tribù chiamato a esplorare una terra ancora sconosciuta.

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Non si tratterà solo di restare in vita. Ci sarà da raccogliere risorse, tirare su un insediamento, farlo crescere con il tempo e gestire tutte le sfide tipiche del genere.

Il punto che, almeno sulla carta, lo distingue da molti altri survival sta nel modo in cui vengono trattate le creature, almeno per come Magnus Games Studio le ha descritte finora.

Non saranno soltanto mostri da cacciare o risorse viventi da spremere, ma compagni da addomesticare, accudire e persino far riprodurre. C’è anche una meccanica di ereditarietà dei tratti, descritta nei materiali diffusi dal team, che consente di tramandare abilità e caratteristiche di generazione in generazione. È un dettaglio non da poco, perché apre alla possibilità di far evolvere nel tempo la propria linea di compagni durante l’avventura.

Mostri-compagni, non solo combattimento

Le creature, tra l’altro, non serviranno solo quando c’è da combattere.

Avranno anche un ruolo pratico nella progressione. Oltre a darti una mano in battaglia, potranno aiutarti nelle attività di tutti i giorni, dal farming agli spostamenti, fino alla sopravvivenza più in generale. Il messaggio lanciato da Magnus Games Studio è piuttosto netto: la componente emotiva conta quanto quella funzionale, e il legame tra giocatore e mostro-compagno dovrebbe essere uno dei cardini dell’esperienza.

Se stai cercando qualcosa che esca dal solito loop fatto di caccia, raccolta e costruzione, questo potrebbe essere uno degli elementi più interessanti.

Poi, ovviamente, tutto dipenderà da come il sistema reggerà una volta pad alla mano. Se manterrà davvero quello che il team ha promesso, Wild Wild Eden potrebbe ritagliarsi un posto preciso in un mercato che oggi è già parecchio affollato.

Costruzioni estreme e mondo aperto

Un altro aspetto su cui il gioco sembra voler spingere molto è la libertà costruttiva.

Il sistema di building, per come è stato mostrato e raccontato nei materiali ufficiali, dovrebbe permettere di creare basi in posti insoliti, dalle cime delle cascate fino all’interno dei vulcani. È un dettaglio che lascia intuire una forte attenzione all’espressione personale, ma anche alla verticalità dell’esplorazione.

Sul piano tecnico e artistico, Wild Wild Eden è sviluppato da Magnus Games Studio e pubblicato da Shueisha Games. Il progetto punta su uno stile visivo di ispirazione anime e, sempre secondo le informazioni condivise dal team, avrebbe anche cambiato motore grafico durante lo sviluppo per migliorare sia la resa visiva sia alcune meccaniche.

Multiplayer, lingue supportate e dettagli ancora assenti

Per quanto riguarda le modalità, Magnus Games Studio ha già confermato sia il single player sia il multiplayer online, ma parliamo ancora di un titolo in accesso anticipato e le domande aperte non mancano.

Per esempio, non sono ancora stati comunicati il numero massimo di giocatori, la grandezza del mondo di gioco o il totale delle creature che sarà possibile addomesticare.

Qualcosa, però, è già definito. In vista del lancio dell’Accesso Anticipato sono state confermate le lingue supportate: giapponese, inglese, cinese tradizionale, cinese semplificato e coreano.

Se ti piacciono i survival, la costruzione e la raccolta di creature, Wild Wild Eden è uno di quei titoli da segnarsi adesso e tenere d’occhio fino al 2027.

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Attack on Titan 3 arriva questo inverno: trailer e conferma per Switch 2

Koei Tecmo e Omega Force hanno pubblicato un nuovo aggiornamento su Attack on Titan 3, il musou tratto dall’anime, e la notizia principale è chiara: il gioco uscirà questo inverno su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC via Steam e Nintendo Switch 2. Insieme all’aggiornamento è arrivato anche un trailer inedito, che non serve solo a fissare la finestra di lancio, ma mette anche nero su bianco la versione per la nuova console Nintendo Switch 2. E c’è un altro punto che pesa parecchio: l’obiettivo dichiarato è coprire l’intera storia dell’anime di Attack on Titan.

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Il nuovo materiale diffuso da Koei Tecmo e Omega Force, infatti, non si limita a ribadire l’uscita. Il trailer conferma la presenza del gioco su Switch 2 e chiarisce meglio anche la portata del progetto.

Per chi segue sia l’anime sia i musou su licenza, è facilmente una delle notizie più grosse degli ultimi mesi. A quanto comunicato da Koei Tecmo e Omega Force, questo nuovo capitolo vuole raccontare tutta la storia dell’anime di Attack on Titan, dai primi passi del Survey Corps fino alla conclusione.

Attack on Titan 3: uscita, piattaforme e novità principali

La parte più interessante, qui, è proprio l’ambizione narrativa. Omega Force presenta Attack on Titan 3 come l’adattamento videoludico più completo della serie, con l’idea di racchiudere in un solo gioco l’intero arco dell’anime.

Se hai giocato i capitoli precedenti, il cambio di scala si nota subito. E non è un dettaglio da poco, soprattutto se si pensa a quanto la storia abbia cambiato tono e alzato la posta stagione dopo stagione.

Sul piano del gameplay, lo studio parla anche di un’evoluzione dell’azione legata al dispositivo di manovra tridimensionale. Tradotto: i combattimenti dovrebbero risultare più acrobatici, più veloci e più spettacolari rispetto al passato, con un’attenzione ancora maggiore alla mobilità e alla violenza degli scontri.

La novità che colpisce più di tutte, però, è un’altra. Stando all’aggiornamento diffuso da Koei Tecmo e Omega Force, per la prima volta i giocatori potranno affrontare i Nove Giganti, un’aggiunta che sulla carta può dare più varietà e anche più peso ai combattimenti chiave della campagna.

Torna il creatore del personaggio e debutta una nuova modalità

C’è poi un ritorno che molti fan aspettavano. Koei Tecmo e Omega Force hanno confermato che il character creator di Attack on Titan 2 sarà di nuovo della partita. Anche in questo terzo capitolo, quindi, si potrà vivere la storia attraverso il proprio scout personalizzato, senza restare legati soltanto ai personaggi canonici.

È una scelta che può far salire parecchio il coinvolgimento, soprattutto per chi ama ritagliarsi uno spazio personale dentro l’universo della serie.

Accanto alla campagna arriverà anche una modalità inedita chiamata “Exterior Scouting Missions”.

Ed è forse una delle aggiunte più curiose. Da quanto spiegato da Koei Tecmo e Omega Force, Exterior Scouting Missions non si limiterà al semplice combattimento: ci saranno esplorazione fuori dalle mura, gestione delle risorse, costruzione di basi e una progressiva espansione del territorio umano. Se l’integrazione reggerà, potrebbe cambiare il ritmo del gioco e dare un po’ più di spessore alla struttura generale.

Accessibilità, MAPPA e il nodo del doppiaggio inglese

Omega Force ha pensato anche a chi entra nella serie per la prima volta, introducendo una “Casual Mode”, cioè un’opzione studiata per rendere l’esperienza più accessibile ai nuovi giocatori.

Sul fronte della presentazione, Koei Tecmo e Omega Force hanno aggiunto un dettaglio interessante: l’opening animata sarà realizzata dallo studio MAPPA. Non sarà però disponibile al day one, perché arriverà più avanti tramite un aggiornamento post-lancio.

Resta invece aperta una questione importante per il pubblico occidentale. Al momento non c’è ancora una conferma ufficiale sulla presenza di un doppiaggio inglese, e non è affatto un dettaglio secondario: molti fan terranno d’occhio proprio questo punto nelle prossime settimane.

Anche il contesto commerciale aiuta a capire perché ci sia così tanta attenzione. Nel 2021 Koei Tecmo aveva fatto sapere che i precedenti giochi di Attack on Titan avevano superato i 2,6 milioni di copie vendute in tutto il mondo, segno che la serie continua ad avere un pubblico solido anche al di fuori della cerchia più strettamente anime.

Adesso bisogna capire se Attack on Titan 3 saprà trasformare quell’interesse in un vero salto di qualità.

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Xbox Disc2Digital potrebbe diventare realtà: i giochi su disco come licenze digitali

Nelle ultime ore in rete ha preso quota una voce che riguarda Microsoft: l’azienda starebbe testando internamente Xbox Disc2Digital, una funzione pensata per trasformare alcuni giochi Xbox su disco in una licenza digitale collegata all’account Microsoft. Se fosse tutto vero, Xbox Disc2Digital permetterebbe di avviare il gioco senza dover lasciare ogni volta il disco nel lettore, proprio mentre il mercato continua a spostarsi verso il download e verso console senza unità ottica.

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Chi conserva ancora una collezione di giochi fisici su Xbox la chiede da anni, e ora Xbox Disc2Digital potrebbe davvero smettere di essere solo un’idea. Stando alle voci emerse nelle ultime ore, Microsoft starebbe provando internamente una funzione che convertirebbe alcuni giochi su disco in una licenza digitale legata all’account Microsoft, così da consentirti di avviare il titolo senza dover tenere il supporto inserito ogni singola volta.

Per ora, da Microsoft non è arrivata alcuna conferma ufficiale. Resta però una novità che avrebbe un peso non da poco, visto che il mercato si sta spostando sempre di più verso il digitale e verso console prive di lettore ottico.

Xbox Disc2Digital: come funzionerebbe il passaggio da disco a digitale

In base a quanto trapelato finora, il sistema riguarderebbe i giochi Xbox One e Xbox Series X/S. Resterebbero fuori, almeno in questa fase e sempre secondo le stesse voci, i dischi delle generazioni Xbox originale e Xbox 360.

Sulla carta il funzionamento sarebbe piuttosto lineare: inserisci un disco compatibile nella console Xbox e ottieni una licenza digitale collegata al tuo account Microsoft. Tradotto, una volta che il gioco viene riconosciuto, potresti avviarlo anche senza lasciare fisicamente il disco nel lettore ogni volta.

Il punto più interessante, però, è anche quello più delicato. Secondo i report da cui arrivano queste indiscrezioni, la licenza non sarebbe legata in modo permanente al primo proprietario, ma al disco specifico. In pratica, se quel gioco venisse rivenduto o regalato, anche il diritto digitale passerebbe al nuovo possessore nel momento in cui inserisce il disco nella sua console Xbox, invece di restare per sempre associato all’account originale.

Limiti di compatibilità e dubbi ancora aperti

Sempre secondo quanto circola in rete, Microsoft avrebbe già avvertito i tester interni che non tutti i dischi Xbox One sarebbero per forza supportati. La compatibilità dipenderebbe da fattori legati al periodo di produzione e al modo in cui è stato realizzato il supporto fisico, quindi non c’è alcuna garanzia che l’intera libreria su disco possa essere convertita.

Ed è qui che si addensano le incognite principali. Non è chiaro, per esempio, quale tecnologia verrebbe usata per impedire abusi, duplicazioni o trasferimenti non autorizzati delle licenze. Allo stesso modo, non si sa ancora quanti giochi sarebbero davvero idonei al programma e se l’eventuale funzione arriverebbe ovunque oppure solo in determinati mercati.

Perché questa funzione potrebbe essere importante per il futuro di Xbox

Se il rumor trovasse conferma, Xbox Disc2Digital potrebbe fare da ponte tra il passato fisico del gaming e un futuro sempre più spostato sul digitale. Da tempo, secondo analisti e osservatori del settore citati nelle indiscrezioni, la prossima generazione di console attesa intorno al 2028, potrebbe puntare con decisione su modelli senza lettore.

I numeri, in fondo, raccontano già un mercato che sta cambiando. Secondo i dati riportati dalle fonti da cui arrivano queste voci, nelle prime 40 settimane del 2024 il 75% delle nuove vendite di giochi in Europa è stato digitale. Sul fronte PlayStation, sempre in base ai dati citati negli stessi report, le vendite digitali hanno toccato l’85% nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2025. E negli Stati Uniti, all’inizio del 2025, il 75% delle console Xbox vendute apparteneva a modelli solo digitali, sempre secondo i numeri riportati dalle stesse fonti.

Per il momento, comunque, restano indiscrezioni non confermate. Bisogna solo aspettare per capire se Xbox Disc2Digital sarà davvero la strada scelta da Microsoft per portare i giochi Xbox dal disco al digitale.

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Assassin’s Creed Black Flag Resynced è già verificato per Steam Deck

Assassin’s Creed Black Flag Resynced è già Steam Deck Verified su Steam

Assassin’s Creed Black Flag Resynced, il remake di Ubisoft in arrivo il 9 luglio 2026, compare già come Steam Deck Verified sulla sua pagina Steam. Tradotto: sulla portatile di Valve dovrebbe girare bene fin dal day one, con impostazioni predefinite adatte, testi leggibili e icone corrette per il controller, almeno in base ai criteri di compatibilità Steam Deck fissati da Valve.

Per un gioco costruito intorno all’esplorazione in mare e alle avventure di Edward Kenway, il messaggio che Ubisoft vuole far passare è piuttosto diretto: la Jackdaw potrai portartela dietro anche fuori casa, tra viaggi, tragitti quotidiani e partite veloci lontano dalla scrivania.

Ubisoft, questa cosa, la sta spingendo parecchio nella comunicazione del gioco.

Assassin’s Creed Black Flag Resynced su Steam Deck: cosa vuol dire davvero

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La dicitura Steam Deck Verified è il livello più alto della classificazione assegnata da Valve ai giochi compatibili con Steam Deck. Nel caso di Assassin’s Creed Black Flag Resynced, vuol dire che il remake dovrebbe funzionare bene sul dispositivo senza chiederti correzioni manuali importanti, sempre stando ai criteri di Valve visibili su Steam.

Ubisoft sta anche insistendo sul fatto che alcune delle nuove ambizioni tecniche del progetto saranno presenti pure su console portatile, compresi effetti come il ray tracing e il meteo dinamico, almeno secondo quanto comunicato dal publisher.

È un passaggio interessante, soprattutto perché Ubisoft sta vendendo il remake prima di tutto come una versione moderna, molto più avanzata sul piano visivo rispetto al classico del 2013. Curiosa anche la presenza del meteo dinamico, che può rendere l’esplorazione in mare più variabile e più spettacolare.

Detto questo, un limite per ora si vede chiaramente: al di là della verifica ufficiale su Steam, in giro non si è visto molto in termini di test indipendenti o analisi approfondite delle prestazioni reali su Steam Deck.

La compatibilità, insomma, è confermata dalla classificazione Steam Deck Verified su Steam. Resta però da capire quali compromessi ci saranno su fluidità, autonomia e qualità grafica.

Un remake completo, non una semplice remaster

Assassin’s Creed Black Flag Resynced uscirà il 9 luglio 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC tramite Ubisoft Store, Steam ed Epic Games Store, almeno secondo Ubisoft. La società lo presenta come un remake completo di Assassin’s Creed IV: Black Flag, rifatto da zero con l’ultima versione dell’Anvil Engine e senza riutilizzare il codice del gioco originale.

L’idea, in altre parole, non è limitarsi a ripulire texture e illuminazione, ma ricostruire l’esperienza su basi nuove.

Anche l’aspetto tecnico occupa un posto centrale nel marketing di Ubisoft, con un’attenzione particolare alle console più potenti: su PS5 Pro, per esempio, Ubisoft ha già messo in mostra funzioni come Ray-Traced Global Illumination e PlayStation Spectral Super Resolution.

Cosa cambia nel gameplay

Sul fronte dei contenuti, sempre secondo Ubisoft, Assassin’s Creed Black Flag Resynced sarà solo single player: il multiplayer del Black Flag originale è stato rimosso. In cambio, Ubisoft promette un sistema di combattimento rivisto e più orientato all’azione, nuovi archi narrativi, ufficiali aggiuntivi per la Jackdaw con missioni dedicate, più canti marinareschi, animali domestici a bordo e una modalità foto.

Anche la modalità foto ha il suo peso, perché ti lascia fermare e catturare i momenti più spettacolari dell’avventura.

Rimane invece più sfumata la situazione di alcune versioni specifiche, soprattutto lato Xbox, dove finora i dettagli tecnici comunicati sono stati più pochi.

Per ora, comunque, la notizia che spicca è un’altra: uno dei remake Ubisoft più attesi vuole essere davvero giocabile ovunque, Steam Deck compreso.

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Valheim 1.0 ha una data ufficiale: arriva il 9 settembre 2026, prezzo in salita

Valheim: la versione 1.0 arriva il 9 settembre 2026, prezzo in salita

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Valheim, il survival cooperativo di Iron Gate Studio, uscirà ufficialmente dalla fase early access il 9 settembre 2026. Quel giorno passerà alla versione 1.0 e, insieme al lancio, il prezzo salirà da 19,99 a 29,99 dollari, come hanno annunciato gli sviluppatori.

La notizia farà parlare, anche perché per chi stava aspettando il momento giusto per comprarlo si è aperta una finestra davvero favorevole: durante gli Steam Summer Sale il gioco è sceso temporaneamente a 10 dollari su Steam.

Si chiude così un percorso lunghissimo, iniziato più di cinque anni fa, per uno dei survival cooperativi più apprezzati degli ultimi anni.

C’è però un dettaglio che non sta piacendo a tutti: Iron Gate Studio ha confermato che il bioma oceanico non riceverà un grande rifacimento.

Valheim 1.0: data di uscita, nuovo prezzo e sconto attuale

La data da segnare è il 9 settembre 2026. L’annuncio arriva direttamente da Iron Gate Studio.

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Da quel momento Valheim sarà ufficialmente alla versione 1.0 e costerà il 50% in più rispetto al prezzo di listino attuale, toccando quota 29,99 dollari.

È un aumento pesante, sì, ma neppure troppo sorprendente per un gioco che nel corso degli anni ha continuato ad accumulare contenuti, biomi e sistemi nuovi.

Se stai pensando di entrare adesso nel mondo di Valheim, questo sembra il momento più conveniente: con il prezzo promozionale di 10 dollari su Steam, il gioco tocca il suo minimo storico sulla piattaforma proprio poco prima del rincaro previsto con il lancio definitivo.

Cosa aggiunge la versione 1.0 di Valheim

Il cuore dell’aggiornamento sarà Deep North, il bioma finale previsto da Iron Gate Studio.

Parliamo di un’area glaciale pensata per l’endgame, con nuovi nemici, dungeon ed equipaggiamenti che dovrebbero completare l’esperienza survival in salsa vichinga.

Con la 1.0 arriveranno anche gli achievement di Steam e altre ottimizzazioni tecniche, sempre stando a quanto comunicato dallo studio.

Su questo punto, però, gli stessi sviluppatori hanno già raffreddato un po’ gli entusiasmi: i miglioramenti alle prestazioni non faranno miracoli, soprattutto nei mondi pieni di costruzioni enormi create dai giocatori.

Poi c’è la questione piattaforme.

Valheim 1.0 uscirà nello stesso momento anche su PlayStation 5 e Nintendo Switch 2, oltre alle versioni già disponibili su PC, Mac, Linux e Xbox, sempre secondo quanto riferito da Iron Gate Studio.

C’è anche il cross-play, quindi si potrà giocare senza barriere tra tutte le piattaforme supportate.

Niente revisione dell’oceano: la community si divide

Se Deep North è la grande aggiunta promessa, l’oceano resta invece il grande escluso.

Iron Gate Studio ha chiarito che la 1.0 non porterà una revisione sostanziale del bioma oceanico, anche se in passato l’idea di un aggiornamento più ambizioso aveva acceso le aspettative di molti fan.

La community, di conseguenza, si è spaccata.

Da una parte c’è chi considera il nuovo prezzo giustificato dalla quantità di contenuti aggiunti durante l’early access e dal fatto che il gioco avrà finalmente il suo bioma conclusivo.

Dall’altra c’è chi contesta l’aumento proprio perché uno degli aggiornamenti più richiesti non arriverà con la 1.0, e perché il supporto post-lancio resta ancora poco chiaro.

Valheim si avvicina così al traguardo più importante della sua storia con un pacchetto ricco, ma con qualche ombra che resta sullo sfondo.

Per molti giocatori sarà comunque il momento perfetto per salpare. Per altri, quell’oceano ancora vuoto continuerà ad avere il sapore di un’occasione persa.

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The Blood of Dawnwalker torna a mostrarsi: indagini, cripte e dettagli su Vale Sangora

A luglio 2026, tra il nuovo materiale diffuso da Rebel Wolves e lo speciale IGN First, The Blood of Dawnwalker si è rifatto vedere con qualcosa di più concreto: combattimenti, atmosfera, esplorazione di tombe, fasi investigative e perfino qualche dettaglio un po’ spoileroso sul passato di Vale Sangora. Mancano ancora alcuni mesi all’uscita del 3 settembre 2026, prevista su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC secondo le informazioni ufficiali di Rebel Wolves, però il progetto continua a prendere forma come uno degli RPG più attesi del 2026.

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Per Rebel Wolves, studio fondato da veterani di CD Projekt RED con nomi legati anche a The Witcher 3, è un passaggio importante. La sfida, adesso, è far capire che il gioco non vive soltanto dell’etichetta “nuovo RPG dark degli ex-CDPR”, perché dietro c’è l’idea di costruire qualcosa con un’identità ben riconoscibile.

Le somiglianze con i grandi RPG fantasy del passato del team ci sono e si vedono. The Blood of Dawnwalker, però, dà l’impressione di voler andare un passo più in là.

Stando alla presentazione ufficiale di Rebel Wolves, The Blood of Dawnwalker è ambientato nel regno di Vale Sangora, nei Carpazi del XIV secolo, e ti affida il ruolo di Coen, un Dawnwalker spaccato tra due nature: umano di giorno, vampiro di notte. La premessa è semplice e forte insieme: Coen deve salvare la propria famiglia dal signore dei vampiri Brencis, e per riuscirci ha soltanto 30 giorni di tempo nel gioco.

Qui la quest principale non funziona come la classica linea rigida da seguire. Rebel Wolves parla di “narrative sandbox”: non c’è un percorso fisso, e puoi scegliere tu in quale ordine affrontare obiettivi, piste e personaggi. Il tempo va avanti quando compi azioni davvero importanti, mentre l’esplorazione pura non brucia automaticamente i giorni che hai a disposizione.

La copertura mediatica di luglio 2026, con l’approfondimento di IGN First, ha mostrato il prologo, alcune meccaniche investigative e persino uno scontro con un boss. Nel materiale si è vista anche una funzione investigativa che alterna sequenze più guidate a momenti in cui gli indizi vanno cercati liberamente.

E poi ci sono gli ambienti. Tombe, rovine, luoghi scuri: elementi che spingono ancora di più il tono gotico dell’avventura.

Nel materiale mostrato da Rebel Wolves, il ciclo giorno/notte cambia anche il modo in cui si gioca. Di giorno Coen combatte soprattutto con spada e magia oscura. Di notte diventa molto più agile e aggressivo, con abilità vampiriche, movimenti potenziati e attacchi basati sugli artigli.

Sulla carta, questa doppia natura può davvero diventare uno dei punti più forti del progetto.

Se vuoi arrivare preparato al lancio, il nuovo materiale lascia filtrare anche qualche informazione in più sulla storia di Vale Sangora. Senza spingersi troppo nei dettagli, emergono indizi su un passato segnato da conflitti, superstizione e dall’ascesa del potere vampirico nella regione. Non sono rivelazioni clamorose, però bastano a dare più corpo al contesto politico e soprannaturale del regno.

The Blood of Dawnwalker è atteso per il 3 settembre 2026 su PS5, Xbox Series X/S e PC, con Unreal Engine 5 come base tecnologica, sempre secondo le informazioni ufficiali di Rebel Wolves. L’interesse, intanto, sembra già alto: in base ai dati sulle wishlist riportati a giugno 2026, il gioco aveva sfiorato 1,5 milioni su Steam.

Qualche incognita, comunque, resta. Per ora mancano ancora prove approfondite da parte della stampa indipendente, quindi aspetti come la tenuta del combattimento nel lungo periodo, il bilanciamento della struttura a tempo e la presenza di opzioni di accessibilità davvero solide devono ancora essere verificati. La sensazione, però, è che Rebel Wolves abbia finalmente iniziato a mostrare non soltanto l’estetica del suo RPG, ma la sua ambizione vera.

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