Mondiali di Calcio 2014: le app indispensabili per seguire risultati, statistiche e per il multitasking

Un vero appassionato di calcio non si limita a guardare la partita in TV, ha bisogno di molto altro. Se sei un vero tifoso ed esperto, ti consigliamo le migliori app per seguire il Mondiale di Calcio 2014.

Come ti stai preparando per uno degli eventi più importanti degli ultimi 4 anni? Probabilmente hai già iniziato a seguire i giocatori, la Nazionale e altri account del Mondiale sui social network o magari, se sei uno dei fortunati che seguiranno la competizione in Brasile, hai già installato le 11 app per viverti le 12 città brasiliane.

Fatto sta che questa Coppa del Mondo non sarà più solo un evento televisivo. Il multitasking con più dispositivi è ormai una pratica comune tra tutti i fan del calcio.

Per seguire l’evento, non ci limiteremo a guardare la partita in TV, ma ci serviremo di smartphone, tablet e computer per vedere le statistiche, leggere notizie dal ritiro delle squadre, essere aggiornati sulla situazione del girone e per seguire i risultati di altre partite, quando non siamo davanti alla TV o ci sono match in contemporanea.

Vediamo allora quali sono le migliori app e siti web per seguire la FIFA World Cup 2014.

Il calendario, per non perderti mai una partita

Se sei un “malato di calcio”, già conosci tutti gli scontri del Mondiale a memoria con relative date e ora del giorno. In ogni caso, un buon promemoria non viene mai male, soprattutto se realizzato con stile e facile da usare.

Uno di questi è Pocket World Cup Schedule, una pagina web da tenere tra i segnalibri del browser per consultare il calendario della Coppa del Mondo 2014 in qualsiasi momento, soprattutto da dispositivi mobile come smartphone e tablet, dove risulta particolarmente comodo da usare senza dover installare nulla.

Pocket World Cup Schedule visto su browser mobile

Risultati in tempo reale, quando sei lontano dallo schermo

Di applicazioni per seguire i risultati in tempo reale delle partite, dire che ce ne sono a bizzeffe è un eufemismo. E in effetti, è difficile che riusciremo a vedere tutte le partite del Mondiale in diretta, per questo molte volte dovremo ricorrere a un’app e sfoderare lo smartphone per sapere come sta andando la partita.

Personalmente, durante l’anno preferisco usare LiveScore, un’app per Android, iPhone e iPad disponibile anche in versione web app, perché mi dà una panoramica completa della serie A senza dimenticarsi degli altri campionati.

LiveScore ti mostra le formazioni schierate in campo durante le partite, il minuto dei gol e anche altri eventi importanti come cartellini e sostituzioni. Include anche le statistiche live delle partite e altre funzioni utili, come il calendario e i punteggi delle squadre nei vari gironi.

La sezione dei Mondiali nell’app LiveScore

Per seguire la Coppa del Mondo ci sono però diverse applicazioni che svolgono anche meglio il compito, dato che si concentrano maggiormente su questa competizione di calcio. Tra le migliori c’è sicuramente Sofa Score World Cup 2014 Live, disponibile su Android, iPhone e iPad.

Sofa Score, oltre a permetterti di seguire i risultati in tempo reale, integra altre importanti informazioni sulla competizione, dai marcatori alla tabella delle partite da disputare.

Sofa Score su iPhone (sinistra) e su Android (destra)

Notizie e informazioni sulle squadre e sul torneo

Calendario e risultati in tempo reale possono non essere abbastanza per te. Per consultare tutte le informazioni sul Mondiale dal tuo smartphone, ci sono molte applicazioni sugli store che includono anche una sezione di notizie, ripetizioni dei gol e molte altre.

È il caso di FIFA, l’app ufficiale della federazione internazionale di calcio disponibile tanto per Android, quanto per iPad e iPhone. Oltre alle informazioni essenziali sulla Coppa del Mondo, come gironi, partite e classifiche, FIFA si distingue per la sezione News, dove trovare articoli e video di approfondimento.

Curiosando nell’app, ad esempio, ho trovato video di presentazione delle nazionali del Mondiale che, oltre ad essere divertenti, danno anche qualche informazione utile sulle nazioni presenti alla competizione.

FIFA per iOS (sinistra) e FIFA per Android (destra)

World Cup 2014 Brazil è invece un’app solo per Android che, come FIFA, integra foto, video e notizie alle informazioni sulle partite del Mondiale. Ha una sezione con la storia del torneo con molti dati e ti permette di modificare i tab dell’applicazione.

Sempre per Android, ho trovato più elegante l’app LiveSoccer World Football Cup che, al pari di World Cup 2014 Brazil, include notizie, foto e video della FIFA ma lo fa con un design migliore, permettendoti anche di ricevere notifiche sulla tua nazionale.

L’app LiveSoccer World Football Cup per Android

Statistiche dettagliate, per i veri tattici

Il vero patito di calcio non si accontenta di tutto ciò, ma ha bisogno di analizzare le partite, capire il perché di un cambio, giustificare la sua idiosincrasia per Balotelli con dati statistici, per poter apportare prove concrete alle sue discussioni tra amici.

Per fare questo ho chiesto a uno degli esperti di calcio italiani, uno dei pochi a fare un uso così della statistica nel suo lavoro di analisi. Daniele Manusia, autore su VICE, mi ha consigliato diversi siti e applicazioni.

Per improvvisarti allenatore da salotto, FourFourTwo Football Stats Zone è sicuramente una delle migliori web app e applicazioni per iPhone e iPad per aiutarti nel tuo nuovo “lavoro”. L’app fornisce dati in tempo reale sulla partita in corso, permettendoti di comparare giocatori tra loro e di analizzarne le prestazioni nel minimo dettaglio.

L’applicazione per iOS FourFourTwo Football Stats Zone

Altre applicazioni interessanti per analizzare le statistiche post partita sono WhoScored, disponibile solo in versione web app e Squawka, che oltre ad avere il sito web ha anche un’app per iPhone e iPad che sarà presto disponibile anche per Android (con un po’ di fortuna prima del Mondiale).

Comparative tra giocatori su Squawka

Il kit del tifoso per il Mondiale

Con queste applicazioni abbiamo costruito il kit indispensabile di app per seguire i Mondiali dal tablet o con lo smartphone. Molte di queste le userai quando non puoi seguire uno degli scontri del torneo davanti allo schermo, altre in multitasking mentre stai vedendo la partita, per sbraitare a Prandelli dall’Italia al Brasile il cambio da fare. Ad ogni modo, saranno senza dubbio i tuoi fedeli alleati per seguire questi Mondiali di Calcio 2014.

Quali app userai per seguire la Coppa del Mondo 2014 in Brasile?

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Cos’è Uber? Il noleggio con conducente fa concorrenza ai taxi…

Uber è un’app mobile che consente un rapporto diretto tra gli utenti e i servizi di auto a noleggio con conducente. Qual è la chiave di volta di questo taxi on demand? La geolocalizzazione dei nostri smartphone.

Uber si è rivelata una vera spina nel fianco per i taxi tradizionali e ciò che infastidisce è il fatto che la società californiana non segua più le norme amministrative e commerciali che li riguardano.

Uber, un servizio figlio della cultura digitale

La società Uber – ex UberCab – è nata nel cuore della Silicon Valley, a San Francisco. Qual è l’idea alla base di quest’app? Fornire auto a noleggio (comunemente chiamate NCC) a prezzi accessibili. Per semplificare il processo, la prenotazione viene effettuata direttamente dallo smartphone grazie alla geolocalizzazione.

Come molti altri servizi online, Uber fa leva sul sentimento di appartenenza a una comunità e, per raggiungere i suoi fini, propone ai suoi clienti un servizio di alta qualità. La società Uber impone, ad esempio, che in tutte le berline sia offerta dell’acqua ai clienti. A seconda del servizio scelto, gli autisti possono persino offrire bevande energetiche, dolci ed altro. Per Uber, la comunità è come una regina ed è quindi importante creare un bel legame tra i clienti, gli autisti e la società madre.

Infine, tutte le transazioni finanziarie sono eseguite online. Non appena sarai arrivato a destinazione, Uber preleverà il prezzo della corsa direttamente dalla tua carta. Non dovrai mai pagare in contanti, lasciare una mancia né contrattare il prezzo. Evitando scambi di denaro il viaggio risulterà più piacevole e si instaurerà una maggiore fiducia tra cliente e conducente.

Come iscriversi?

La creazione di un accont Uber è davvero semplice. Ti basterà fornire un indirizzo email valido, il tuo numero di telefono, il numero della tua carta di credito o del conto PayPal e una password.

L’iscrizione può essere fatta tramite le app o dal sito Uber.com.

Ci sono 2 modi  per chiamare un autista privato con Uber: con le mobile app per iPhoneAndroid o dal sito mobile di Uber, accessibile da qualsiasi smartphone o tablet dotato di un browser web.

Altra informazione importante: affinché il servizio funzioni correttamente, è necessario consentire a Uber l’accesso ai tuoi dati di geolocalizzazione.

Come chiamare un taxi?

Uber rileva automaticamente la tua posizione ricorrendo alla geolocalizzazione. Per chiamare un taxi, inserisci la tua posizione sulla mappa e clicca su OK. Uber cercherà immediatamente il conducente più vicino a te indicandoti a quanti minuti si trova.

È sufficiente indicare la tua posizione sulla mappa

I collaboratori Uber hanno tutti un cartellino identificativo con nome, foto, targa di immatricolazione, veicolo utilizzato e recensioni dei clienti.

Potrai visualizzare se il conducente ha accettato la corsa e riceverai un SMS di conferma. Avrai comunque la possibilità di chiamare il conducente in caso di necessità.

Sempre grazie alla localizzazione, potrai seguire sulla mappa in tempo reale il veicolo che si avvicina. Infine, dopo la corsa, potrai scrivere un commento mediante l’app e prendere nota del conducente, ma non dimenticare che anche i conducenti possono annotarsi il nome del cliente.

Quali sono le tariffe?

Uber non offre un solo servizio, bensì mette a disposizione degli utenti una vasta gamma di veicoli più o meno di lusso. Vediamo qualche esempio:

UberBerlina: si tratta della prima offerta lanciata da Uber, quella che mette in comunicazione i conducenti delle auto e i clienti grazie alla mobile app. I prezzi delle corse sono più alti rispetto a quelli dei taxi tradizionali; i veicoli sono più lussuosi e i benefici sono in genere di qualità superiore.

Uber propone una vasta gamma di tariffe

– UberX: hai un budget limitato? UberX può essere la soluzione che fa per te. Vengono proposte auto meno lussuose, ma il servizio resta lo stesso, così come tutte le garanzie accessorie.

– UberPOP: UberPOP è la soluzione più economica per spostarsi con un NCC secondo un sistema simile a quello del car sharing. Uber seleziona cittadini comuni per poi offrire loro un corso di formazione intensivo. Una volta ricevuta la certificazione, questi conducenti non professionali saranno in grado di ricevere anch’essi dei clienti.

Negli ultimi mesi, la società californiana sta moltiplicando le trovate pubblicitarie e gli annunci di nuovi servizi. Qualche esempio? Consegna a domicilio di alberi di Natale – il progetto UberTREE– proposto solo negli Stati Uniti o ancora delle barche UberBoat per spostarsi in metropoli come Sydney.

Salite su un’auto Uber? Pubblicatelo sui social network!

Uber si rivolge chiaramente alla fascia di popolazione maggiormente connessa alla rete. Tutto avviene dal tuo smartphone e tutte le transazioni finanziarie vengono effettuate online. Oltre alla semplice corsa con conducente privato, Uber mira a rendere il suo servizio un’esperienza premium… e il pubblico sembra riconoscerlo! I commenti positivi postati sui social network e le foto Instagram sono ormai impossibili da contare, cosi come gli hashtag Uber.

Su Instagram si trovano le  migliori foto di clienti soddisfatti, come @raul_aka-iphone

Esistono delle alternative a Uber?

La risposta è sì. Uber è il leader incontestato del mercato, ma esistono altre app che propongono lo stesso genere di servizi. Lyft (disponibile per iPhoneAndroid) propone un servizio simile a UberPOP, vale a dire una connessione tra utenti e autisti non professionali presenti in rete. Degno di nota anche SideCar Ride per iPhoneAndroid. Questi progettisti mirano a introdurre una flessibilità sempre maggiore dal punto di vista del prezzo.

Perché il servizio Uber ha suscitato polemiche?

Il servizio è oggetto di molte critiche per diverse ragioni.

La prima sta nel fatto che Uber eserciti una concorrenza sleale nei confronti dei taxi tradizionali.
Per circolare, gli NCC Uber non hanno bisogno delle stesse licenze richieste ai taxi. Ed ecco insorgere alcuni tassisti che giudicano illegale questa differenza di regolamentazione, e non a torto visto che questi famosi certificati possono a volte arrivare a cifre astronomiche e in alcune città raggiungono anche centinaia di migliaia di euro.

La seconda fonte di preoccupazione deriva dalla scarsa formazione dei conducenti. La formazione impartita, spesso criticata, risulterebbe insufficiente e potrebbe essere la causa dei recenti incidenti che hanno coinvolto i veicoli Uber.

Infine, la terza ragione riguarda direttamente UberPOP, uno dei nuovi servizi di Uber. In effetti, si tratta di un concorrente diretto dei tradizionali siti di car sharing come BlaBlaCar (web, AndroidiPhone) con una differenza: in molti paesi, il car sharing è consentito solo senza scopo di lucro, mentre i conducenti affiliati UberPOP lo praticano per sbarcare il lunario. In alcune città, come a Bruxelles, la giustizia si è già pronunciata.

A tutte queste critiche si aggiungono anche controversie che possono a volte far vacillare la comunicazione ben rodata di Uber.

L’esempio più lampante? A Parigi due utenti omosessuali sono stati insultati da un conducente convenzionato. La notizia non ci ha messo molto a comparire su tutti i social network.

Tra gli altri motivi di malcontento ci sono le tariffe praticate, giudicate eccessive da molti clienti soprattutto durante il periodo natalizio. Uber si difende sostenendo che il prezzo della corsa  varia in base alla disponibilità dei veicoli.

Una cosa è certa: siamo solo all’inizio di un groviglio giuridico che vede contrapposti i conducenti dei taxi tradizionali e la società californiana Uber. Se il servizio continuerà ad essere fornito vantando continui indici di crescita record, il mestiere del conducente potrebbe diventare  presto un “lavoretto” come un altro.

Più economico di Uber e degli NCC: scoprite le migliori app per passaggi in macchina e car sharing!

[Articolo originale di Baptiste Brassart su Softonic FR]

I segreti di MonkeyParking, la chiacchierata app per vendere il parcheggio

MonkeyParking è un’app che ti permette di mettere il parcheggio per strada all’asta e di comprarne uno. Ma come si usa? E perché sta suscitando tanto clamore? Lo abbiamo chiesto al CEO Paolo Dobrowolny.

Immagina che stai cercando disperatamente parcheggio intorno al cinema da 10 minuti. L’ora dell’inizio del film si sta avvicinando e la tua ragazza, che ha già comprato i biglietti dello spettacolo delle 20,30, ti sta aspettando davanti all’ingresso.

Segui ogni pedone nella speranza che entri in macchina e lasci libero un posto. Giri in tondo intorno all’isolato, speri, preghi… ma alla fine nulla! Le possibilità sono due: rinunci e torni a casa, oppure parcheggi la macchina male, passando tutto il film in tensione, senza sapere se all’uscita ti troverai una multa sul parabrezza o no. In questi casi, quanto pagheresti per avere un bel parcheggio?

A questa domanda risponde MonkeyParking, l’app ideata da Paolo Dobrowolny, Federico Di Legge e Roberto Zanetti che ti permette di sapere chi sta per lasciare libero un parcheggio e di fare un’offerta per prenderlo tu, così come di vendere il tuo posto prima di lasciarlo.

Lanciata a Roma un paio di anni fa per iPhone, all’inizio si basava su un sistema di “crediti banana” guadagnati da chi usava l’app per scambiarsi un parcheggio e barattabili con pop corn al cinema. Da aprile 2014 è disponibile anche a San Francisco, dove è stato implementato un sistema di pagamento vero e proprio.

Abbiamo chiesto a Paolo Dobrowolny più informazioni su MonkeyParking.

Daniel Barranger: Come funziona e come vi è venuta l’idea di MonkeyParking?

Paolo Dobrowolny: L’idea è nata dalla sensazione provata quando stai cercando parcheggio e chiedi a un passante se sta per lasciare il posto. Se lui ti risponde “sì”, la felicità che provi ad aver risparmiato ore a girare per cercare parcheggio è immensa. Volevamo ricreare un’app che funzionasse allo stesso modo e che potesse ampliare la tua domanda “scusa esci?” a tutte le persone nella zona.

Quando ricevi un’offerta che ti interessa, puoi metterti d’accordo con l’altro autista

L’app ti permette infatti di segnalare dove hai parcheggiato la macchina. Da quel momento inizi a ricevere notifiche da chi è disposto a pagare per avere il tuo posto macchina. Quando ricevi un’offerta che ti interessa, puoi metterti d’accordo con l’altro autista e cedere il tuo parcheggio.

Gli utenti che richiedono il parcheggio vedono solo la loro offerta e per adesso non c’è un sistema di asta vero e proprio. I prezzi variano dai 5$ ai 10$ all’ora.

DB: Avete lanciato l’app a Roma, poi il servizio a pagamento è arrivato a San Francisco. Quali saranno le prossime città?

PD: Ci sono arrivate molte richieste da parte di utenti di lanciare l’app anche in altre città. Noi abbiamo organizzato un contest sul sito dove puoi votare la tua città, per far arrivare prima l’app.

Per ora, le capoliste sono New York e Boston, ma ci sono anche richieste europee come Berlino e Amburgo. Inoltre, a Roma, dove è già presente il servizio, stiamo per integrare la possibilità di pagamento in app, finora assente.

DB: Come rispondete alle critiche verso il servizio e a chi ha ipotizzato che l’app creerà il parking squatter, ovvero persone che occupano i parcheggi fino a che qualcuno non offre la cifra stabilita?

PD: Con MonkeyParking, c’è uno scambio di informazioni, non stiamo rivendendo “suolo pubblico”. Inoltre, con l’app c’è un beneficio reale per la città: evitare di girare alla ricerca del parcheggio significa meno traffico e meno inquinamento

L’obiettivo è di inserire uno storico per avere un metro di valutazione più efficace e identificare chi fa un uso scorretto dell’app.

Una delle caratteristiche che vogliamo implementare a breve è un sistema di rating più completo. Adesso già ne abbiamo uno, basato su cinque banane, per valutare uno scambio di parcheggio. L’obiettivo è di inserire uno storico per avere un metro di valutazione più efficace e identificare chi fa un uso scorretto dell’app.

Ci sono tantissimi servizi che funzionano benissimo con il sistema delle cinque stelle, vedi i vari eBay, TripAdvisor. Oppure, nella stessa San Francisco, ci sono Uber o Lyft che danno passaggi invece che parcheggi. Io ho usato Uber e con gli autisti a cinque stelle mi sono sempre trovato bene, così come con altri servizi.

In futuro, potremmo anche introdurre altre funzioni, come un vincolo che ti impedisce di scambiare più di un posto all’ora, per evitare che questo diventi un lavoro, come qualcuno ha ipotizzato.

DB: A quando la versione Android?

PD: Sappiamo che è la piattaforma più diffusa e ci stiamo lavorando. L’idea è quella di consolidare prima l’app per iOS, che è ancora in beta, e poi rilasciare quella per Android. Tra un mese o due vorremmo far uscire l’applicazione per il sistema operativo di Google.

MonkeyParking è il futuro del parcheggio urbano?

Dobrowolny non ci ha fornito dati sulla base di utenti di MonkeyParking, dato che è ancora volubile e in fase di espansione.

Quel che è certo è che l’app può funzionare in maniera equa solo se la community di utenti usa il servizio in entrata e in uscita, e con l’unico scopo di ottenere una specie di rimborso per il pagamento dello stazionamento nella zona a striscia blu e non come una fonte di guadagno.

Sei interessato alle applicazioni di consumo collaborativo? Scopri tutte le app per trovare passaggi, taxi e car sharing!

Si torna a scuola? Leone ha qualche app da consigliarti

Leone ha 16 anni, e sta per tornare sui banchi. Ma lo farà armato di app per studiare più facilmente, prendere appunti, tenere sotto controllo voti, interrogazioni e assenze e anche per allenare il cervello. Ecco i suoi consigli.

Nessuna vacanza è abbastanza lunga da impedire alla scuola di risorgere. Cioè, non era proprio così, la frase. Però rende abbastanza lo sbattimento, no?

Alla fine il problema è quello, tutti gli anni. Si ricomincia con la matematica, l’interrogazione a sorpresa, la versione di latino, la lotta per la merenda a ricreazione e tutte le altre menate… non scappi mai abbastanza lontano. Ah, e naturalmente di motorino non se ne parla proprio. A 18 anni la macchina, dicono i miei. Ma niente scooter. E io fino a 18 anni che faccio, vado a prendere Alice col monopattino?

Comunque, stavolta a scuola ci vado preparato per bene. Mica voglio stare con la paranoia dei debiti un’altra volta. E quindi: app. App per qualunque cosa. Me le sono studiate per bene.

wordreference-comPer i compiti di inglese, tanto per cominciare, WordReference (per iPhone), un dizionario che funziona alla grande. Se proprio mi viene anche voglia di studiarlo, l’inglese, mi faccio pure un giro su Impara l’inglese con busuu.com (per iPhone e Android), che è mille volte meglio del libro di testo.

Se poi proprio non mi va di perdere troppo tempo, allora gli do giù di traduttore. google-translateQuelli che vanno meglio secondo me sono Google Translate (per iPhone e Android), iTranslate Voice per iOS e Trippo Mondo per Android.

evernote-1Gli appunti, ovviamente, li prendo con Evernote (che c’è per iPhone e pure per Android). Tra l’altro ho scoperto che ha pure la funzione OCR, così scansiono le pagine che mi servono con la fotocamera e lui trasforma tutto in testo. E poi posso anche registrare le lezioni dei prof, così nel frattempo mi faccio due chiacchiere con Alice. Quanto mi piace! Anzi, sai che è? Gli appunti che registro li condivido con lei… due cuori e una lavagna!

Anzi, a ‘sto punto le faccio vedere pure le foto della vacanza, quelle dove surfo sulla costa basca. dropboxLe metto nella cartella pubblica di Dropbox (tanto c’è sia per il mio iPhone che per il suo Android), così se le guarda con calma e magari se ne scarica pure qualcuna.

imatematicaA proposito di Alice, l’anno scorso mi aveva dato una dritta per matematica: mi aveva detto di provare iMatematica (ma che fantasia, coi nomi delle app, eh?). Io le avevo detto: ma tu hai l’Android, mica ci sta anche per l’iPhone! E lei: ci sta, ci sta. E così, tutte le formule possibili ce le ho sempre appresso.

Quando poi mi stresso, mi faccio una partita a qualche gioco di questi che dicono ti tengono il cervello sveglio, e che sono pure divertenti. WordOnTipo, quest’estate ho scoperto WordOn (ci sta per iPhone e anche per Android) e ci ho passato un bel po’ di tempo. Ho vinto 43 partite su 51, e non le ho dominate tutte per colpa di una certa anna41445 che mi ha stracciato tutte le volte, e più la sfidavo e più me le suonava.

RuzzleTeo invece mi ha sfidato a Ruzzle (pure questo ci sta per l’iPhone e per l’Android), e ce la battiamo. Lui trova una cifra di parole, ma corte. Io ne trovo meno, ma perché cerco quelle lunghe, che danno parecchi punti.

Ci sono anche altri giochi per gente sveglia, tipo Smart Educational Games (per iPhone e Android) e anche Math Maniac (che è bello, ma ce l’avevo sull’Android, e ora ho l’iPhone). Ti prendono di brutto.

A Teo piacciono anche le cose tipo i test, quindi si fa sempre qualche partitina a Logical Test (che mi sa che c’è solo per Android). tests-di-logica-test-di-qiPraticamente è una raccolta di giochi di enigmistica, indovinelli di logica e roba così, alcuni intrippano parecchio. Poi dicono che lo smartphone ti rimbambisce. Fatti una partita, bello, e fammi vedere se ‘sto cervello ti funziona o no!

StudentiE per finire l’arsenale, devo cercare alcune app che avevo anche l’anno scorso sull’Android, che andavano alla grande. Una è App Scuola (dove segni assenze, interrogazioni, voti e calendario delle lezioni). L’altra è studenti.it Appunti, dove trovi appunti di un sacco di materie.

Ah, no, per chi ha un Android questo è fondamentale: Mi Interroga? – Scuola (sempre per Android), calcola la probabilità di essere interrogati. Vabbe’, non è che proprio ci azzecca, però con Teo ci facciamo troppe risate quando la usiamo per spaventare Giuseppe, e gli diciamo: guarda, guarda, oggi ti tocca sicuro!

Dai, che alla fine tornare a scuola non prende troppo male. Quest’anno però mi metto vicino ad Alice, cento per cento. Con un Android e un iPhone, saremo una potenza. Ma tanto noi due insieme siamo una potenza pure col Nokia.

Se invece per te la scuola è finita da un po’, lasciati consigliare qualche app per tornare al lavoro più serenamente!

Che cosa vuol dire app?

Hai già provato questa nuova app? Ieri ho scaricato un’app favolosa! Perchè non mi funziona più l’app…?

Ma esattamente cosa significa app? Il termine è un neologismo, o meglio un’abbreviazione del termine informatico “applicazione”. Eh sì, stiamo parlando di tecnologia, e nello specifico di cellulari! Rimarrai sorpreso, ma davvero c’è un’app per (quasi) tutto!

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