Copiare è un’arte letale: le app che Apple ha ucciso con OS X Yosemite e iOS 8

Molte applicazioni e funzioni di OS X 10.10 Yosemite e iOS 8 sono cloni di prodotti che esistono già (e che per questo spariranno). Guarda tu stesso!

Raramente Apple ha davvero inventato qualcosa. La specialità dell’azienda è sempre stata un’altra: quella di intuire quali fossero le invenzioni dal grande potenziale, di appropriarsene e renderle irresistibili.

Un esempio? Il mouse, che la Xerox aveva inventato e che Steve Jobs, capendo che aveva potenzialità, trasformò nella periferica più usata della storia dell’informatica.

Altri esempi? L’interfaccia utente a finestre, ancora una volta un’invenzione della Xerox. O lo stesso iPod.

Insomma, se è vero che i mediocri si ispirano mentre i geni copiano, allora a Cupertino il genio è di casa. Le prove più recenti sono nella keynote di apertura del WWDC 2014, in cui sono stati presentati al pubblico OS X 10.10 Yosemite e iOS 8.

I nuovi OS Apple, infatti, racchiudono un bel po’ di idee e concetti presi, diciamo così, in prestito da applicazioni già esistenti. Le quali, per questo, sono destinate a scomparire. Guardare per credere.

Spotlight e Alfred

Alfred è un’alternativa a Spotlight uscita qualche anno fa e, da allora, staziona costantemente tra i top download del Mac App Store. La sua caratteristica principale è che, oltre a cercare nel Mac, setaccia anche il web e ti fornisce quindi un servizio di ricerca integrata completissimo e pratico da usare.

Alfred

E questo è esattamente quello che fa anche il nuovo Spotlight di OS X 10.10 Yosemite, che è più ricco e più completo di Alfred (ci sono anche le anteprime, ad esempio), ma che dal buon maggiordomo Alfred trae decisamente ispirazione.

Spotligh con ricerca

Mail e Mailbox

Mailbox è un client di posta che ha visto la luce nell’aprile del 2013 e che ha fatto parlare di sé per un po’. L’idea alla base era un nuovo modo di leggere e di archiviare le email.

Le-4-gesture-di-Mailbox-copy

La novità era che potevi, con gesti sul touch screen pensati con intelligenza, archiviare, eliminare, salvare per una lettura successiva (con molte opzioni diverse tra cui scegliere) o inserire in una lista i messaggi email ricevuti. Il metodo era davvero comodo (giudica tu stesso).

Tanto comodo che, ora, è finito dritto dritto anche in Mail di iOS 8. Adesso, finalmente, il suo successo è assicurato.

Mail - More, Flag e Trash 02

SwiftKey Note e la nuova tastiera di iOS 8

Una tastiera predittiva ben fatta è uno strumento utile, che in iOS è mancata per un bel pezzo. Finché non è uscita SwiftKey Note, un’app che offre suggerimenti di parole mentre scrivi e che, grazie ad un algoritmo sorprendente, ti fa comporre testi e messaggi con impressionante rapidità.

SKN

Anche a Cupertino è piaciuta l’idea, così è stata trasportata in iOS 8 ed ha trasformato la tastiera di default in un perfetto clone di quella di SwiftKey Note grazie alla tecnologia Quick Type.

Tastiera predittiva 03

Snapchat, WhatsApp e Messages

La nuova app Messaggi di iOS 8 è un centro di comunicazione completissimo, ma gli strumenti che offre non sono una novità.

Videomessaggi 02

I videomessaggi “a orologeria”, gli audiomessaggi, la geolocalizzazione “facile” e l’opzione video sempre a portata di dito. Infatti, sono tutte opzioni mutuate dai grossi nomi della messaggistica mobile, da WhatsApp a WeChat, da LINE a Snapchat.

Insomma, anche qui niente di innovativo, ma unire tutte le migliori idee del settore in una super-app darà probabilmente ottimi frutti.

iCloud Drive e Dropbox

Il servizio di clouding di Apple gode di un discreto successo, ma non ha mai davvero sfondato. Molti utenti non riuscivano esattamente a capirne il funzionamento (se vuoi lo spieghiamo dettagliatamente in questo articolo), perché la gestione di quello spazio era diversa da qualunque cosa a cui fossero abituati.

In OS X 10.10 Yosemite, però, Apple ha imparato la lezione di Dropbox e ha trasformato iCloud Drive in un suo quasi-clone, con cartelle gestibili come normali directory dal Finder. E stavolta sarà un successo.

iCloud Drive folder su Mac

Copiare sì, ma con stile

Insomma, coerentemente con la propria storia Apple continua a setacciare il mondo della tecnologia in cerca di buone idee da trasformare in successi planetari. A volte a scapito di chi quelle idee le ha avute per primo.

Se sia o no un metodo condivisibile è difficile dirlo. Di certo c’è però che noi, come utenti dei prodotti di Cupertino (o dovremmo dire di… Copiertino?), non possiamo che trarne giovamento.

Se vuoi saperne di più sulle novità che ci aspettano in OS X 10.10 Yosemite e iOS 8, leggi la nostra opinione. Google sparirà dai Mac e dagli iPhone?

iWork e iLife: quando i piccoli cambiamenti preannunciano grandi rivoluzioni

iWork e iLife ora sono gratis su ogni nuovo Mac. Ma le app delle due suite Apple sono anche state aggiornate, e sono un ecosistema potente. Che cambierà alcuni aspetti della nostra vita digitale.

La nuova parole d’ordine a Cupertino è: gratis. Aggiornare il Mac al nuovissimo OS X Mavericks, per la prima volta nella storia della Apple, non costerà un centesimo. E anche iWork (Pages, Numbers e Keynote) saranno gratis per chi acquista un nuovo Mac o un nuovo dispositivo iOS. Lo stesso vale per le app di iLife per OS X e le relative versioni per iOS 7. Insomma, una gran festa per tutti.

Alla nuova politica di prezzi, Tim Cook ha anche affiancato una bella stretta di vite all’integrazione dell’ecosistema Apple. Il cuore, iCloud, è in buona salute, tanto che fare differenza tra diversi dispositivi sta diventando inutile. Ormai inizi a lavorare sull’iPhone, continui sul Mac e completi l’opera sul PC senza soluzione di continuità.

Non solo. Grazie ad iWork su iCloud e agli attesissimi tool di collaborazione (che nella prima fase della beta non c’erano), anche la suite da ufficio di Apple offre la possibilità di lavorare in team su uno stesso documento. E si mette al passo con Office 365 e Google Drive.

Vediamo quali sono le novità di cui ciascuna di queste app si giova, e cerchiamo di capire cosa succederà nel prossimo futuro.

iLife: sound and vision

Panoramica

Sia la versione per Mac che le relative app per tablet e smartphone sono state ritoccate nell’aspetto (e nel caso della versione per computer non succedeva da un po’).

Il supporto di iCloud è ora completo, quindi puoi liberamente lavorare al montaggio di un filmato o all’arrangiamento di una canzone su più dispositivi, avendo sempre l’ultima versione pronta sulla nuvola.

iLife

Questa possibilità va tenuta nella considerazione che merita. Lo sforzo di Apple di avvicinare sempre più i suoi due sistemi operativi ha reso possibile un flusso di lavoro impensabile, fino a pochi anni fa. E le ottime performance hardware degli iPad e degli iPhone, che possono essere usati nella maggior parte dei casi alla stregua di un computer fisso, fanno sì che alcuni processi creativi si sleghino totalmente da un luogo fisico, inaugurando nuovissime, inedite possibilità.

iMovie: al centro ci sei tu

iMovie è stato il primo programma di montaggio per non professionisti a garantire risultati ragguardevoli senza che l’utente avesse alcuna conoscenza della materia, e senza creargli difficoltà. Nel tempo la filosofia è restata la stessa, ma adesso gli strumenti sono molti di più, e l’organizzazione ancora più razionale.

iMovie interfaceL’interfaccia di iMovie è un esempio di pulizia

Il nuovo iMovie ha un’interfaccia estremamente innovativa, che non somiglia a nessuna ltro programma per montare film. Tutti i video che giri (con iPhone, iPad e videocamera) vengono conservati in uno stesso posto, così puoi accedervi facilmente e senza perderti niente per strada.

Ci sono poi 22 temi (che trasformano automaticamente i tuoi lavori in trailer hollywoodiani) e l’iMovie Theater, che rende la tua collezione di video personali una galleria di poster bellissimi, un album di video da mostrare con un certo orgoglio. Ovviamente tutto, grazie ad iCloud, è sempre disponibile su tutti i tuoi dispositivi Apple, compresa la Apple TV.

TrailerHollywood? Sta nel Mac!

GarageBand: benvenuto al batterista (digitale)!

GarageBand per OS X è il programma che vanta la novità più interessante: Drummer. Si tratta di un batterista virtuale che “ascolta” le tracce che registri e ci suona sopra. Hai a disposizione 5 diversi batteristi (ma uno solo Kyle, è gratis, per gli altri va fatto un acquisto in-app separato) con stili diversi.

Puoi intervenire in tempo reale sulle tracce in tre modi.

DrummerDrummer di GarageBand è un piccolo capolavoro

Il primo è un pad virtuale con due assi che rappresentano due caratteristiche delle tracce ritmiche (asse dell’energia, che va da piano a forte, e asse dell’elaboratezza, che va da semplice a complesso). Piazzando il selettore su un punto del pad, ottieni tracce di batteria corrispondenti alla combinazione dei valori di X e di Y.

Il secondo è una rappresentazione schematica dei diversi elementi della batteria: cassa, rullante, piatti, charleston e tom. Sempre in tempo reale puoi scegliere quali di questi eliminare o inserire, e il tuo batterista virtuale obbedirà. Non solo: per ogni gruppo di elementi puoi scegliere sei differenti pattern ritmici, che combinati assieme creano una grande varietà.

Infine puoi regolare con due manopole la quantità di fill da inserire e il swing del pezzo.

Il concetto di Drummer è ripreso da quello usato già nelle Smart Drums di GarageBand per iOS, ma è arricchito e migliorato. Se consideriamo qualità dei risultati e facilità d’uso, si tratta di uno dei moduli di batteria più interessanti e avanzati in circolazione, che permette a chi compone e registra ma non ha un vero batterista a disposizione una ricchezza di tool e un controllo delle tracce di batteria senza precedenti.

Le foto… con la “i” minuscola!

iPhoto è l’app che, con quest’ultimo aggiornamento, ha subito meno cambi. La velocità sembra aumentata rispetto alla precedente versione, e questo aspetto non era mai stato il punto forte del programma, quindi è una buona notizia.

iPhoto overviewiPhoto è diventata più veloce

Ci sono alcuni nuovi tool di editing abbastanza convincenti (Drama, ad esempio), e anche gli strumenti di condivisione. Il Photo Sharing con iCloud è ben rodato, e continua a funzionare bene.

La versione per iOS propone anche l’opzione per ordinare copie fisiche degli album, il miglioramento dell’opzione panorama, e la possibilità di cancellare le foto dal Camera Roll.

iWork, you too!

Le tanto attese opzioni di collaborazione in tempo reale sono arrivate.

Pages condivisioneLa condivisione di un documento è questione di un attimo, in iWork for iCloud

Questo vuol dire che gruppi di persone possono ora lavorare nello stesso momento allo stesso documento, e grazie ad iWork for iCloud possono farlo anche da un PC Windows.

La rottura di questa barriera col mondo Microsoft è un passo importantissimo, perché ora iWork diventa a tutti gli effetti un’alternativa a MS Office e a Google Drive.

La versione Mac della suite è stata riscritta interamente a 64 bit, e si integra totalmente con iCloud. Tra le novità ci sono i pannelli degli strumenti intelligenti (che si adattano al contenuto), nuove transizioni per Keynote e le chart interattive in Numbers.

Un microcosmo sulle nuvole è il nostro futuro?

Il cuore della novità, quindi, è questo nuovo ecosistema coerente di app che unisce assieme tutti i dispositivi, decretando la fine della postazione di lavoro come era intesa fino ad ora e trasformando ogni luogo nel tuo ufficio. I file, già di per sé oggetti intangibili, perdono anche la loro “fisicità” intesa come presenza in un determinato dispositivo, e diventano raggiungibili da ovunque, con tanti mezzi diversi.

Questo ovviamente avrà delle conseguenze sempre più importanti sul mondo dell’hardware consumer, che sta diventando rapidamente solo un mezzo di accesso a servizi delocalizzati. Ed è questo uno dei motivi per cui negli ultimi anni i cambiamenti più rilevanti del mondo digitale si sono focalizzati molto più sulle interfacce con cui l’utente si approccia alla macchina (ad esempio i controlli touch) piuttosto che su un incremento della potenza delle macchine, che per decenni era stato l’obiettivo principale.

icloud

In questo quadro, Apple sembra ora trovarsi a proprio agio tanto quanto Big G. Sarà interessante scoprire se il potenziale del ricco e coerente ecosistema di Cupertino verrà sfruttato fino in fondo, e se le abitudini di fruizione dei servizi offerti dalla tecnologia cambieranno come il percorso intrapreso dai grossi calibri (Google in testa) lascia intuire.

Se vuoi conoscere meglio le novità che ci ha portato il nuovo OS X di Apple, abbiamo due articoli pronti per te: una panoramica di Mavericks e un approfondimento su iBooks e Mappe.

OS X 10.9 Mavericks: iBooks e Mappe arrivano sui Mac

OS X 10.9 Mavericks ha visto finalmente la luce ed è inaspettatamente… gratis! Altre due le novità di rilievo: Mappe e iBooks, entrambe mutuate da iOS.

Dopo aver messo le mani su Mavericks, ho cercato di ricordare quando fosse stata l’ultima volta in cui la Apple avesse presentato una versione di OS X davvero rivoluzionaria rispetto alla precedente. Forse era successo nel passaggio da Tiger a Leopard, nel 2007.

Da allora, ogni nuova release del sistema operativo è stata una sorta di grosso service pack, che migliorava la precedente ed aggiungeva qualche novità qua e là. Anche il passaggio da Mountain Lion a Mavericks rispetta questa tendenza.

Oltre all’introduzione dei tag per fare ordine nel Mac e dei tab nel Finder, quello che troviamo di tangibilmente nuovo sono iBooks e Mappe, due applicazioni che comunque esistevano già in iOS e che sono state trasportate sul Mac, avvicinando ancora di più i due mondi, che ormai si toccano quasi.

Diamo un’occhiata da vicino.

iBooks

Gli ebook, dunque, sbarcano sul Mac. Non che prima non ci fossero app per leggerli o organizzarli (c’erano calibre e Kindle, ad esempio). Ma adesso l’esperienza a cui ci ha abituati iBooks di iOS si trasferisce anche al Mac, il che vuol dire anche accesso all’iBook Store e ai libri multimediali creati con iBooks Authors.

iBooks - Overview store blurred

Un passo sensato, considerando anche la facilità di trasporto di alcuni modelli di portatili Apple, come il MacBook Air o il MacBook Pro da 13 pollici, che sono piccoli e leggeri e che possono per questo essere usati facilmente anche come lettori di ebook quando ti sposti frequentemente.

Se associ ad iBooks lo stesso Apple ID che usi per l’iTunes Store iPad e iPhone, i libri già acquistati dai dispositivi mobili saranno immediatamente disponibili anche sul Mac. Questo genere di sincronizzazione (che avviene tramite iCloud) è ormai rodato nei prodotti Apple, ed è praticamente istantaneo.

Ovviamente il meccanismo funziona anche al contrario (compri un libro su Mac e te lo ritrovi anche su iPad e iPhone), ma il download in questo caso  non è automatico. Vedrai infatti subito la copertina nella libreria virtuale, ma dvrai cliccare sulla copertina dell’ebook della libreria virtuale per scaricarlo. Un accorgimento che serve a risparmiare spazio su tablet e smartphone, evitando il download automatico di libri che potresti volere, ad esempio, solo su Mac.

Per testare il servizio abbiamo scaricato il libro gratuito Steve Jobs’ Agenda con l’iPad, e ce lo siamo ritrovato sul MacBook Air dopo solo un paio di secondi.

Puoi sincronizzare anche segnalibri e sottolineature tra diversi dispositivi. Per attivare questa funzione, devi andare nelle preferenze di iBooks sul Mac e spuntare l’opzione Sync bookmarks, highlights, and collections across devices.

Sync bookmarks highlights and collections across devices

L’interfaccia di iBooks per Mac è quasi identica a quella della versione mobile, in ottemperanza con il progressivo, inarrestabile avvicinamento tra OS X ed iOS.

Per girare le pagine si sfiora il trackpad con due dita, come si farebbe con un libro. Per avere la definizione di una parola, basta evidenziarla.

iBooks - definizione del dizionario

Quando sottolinei un testo, compariranno una serie di strumenti: un evidenziatore (con cinque colori più l’opzione sottolineatura), la nota adesiva e un menu More, che permette di cercare la parte evidenziata all’interno del libro, nel web, in Wikipedia o condividerla in Facebook, Twitter, per messaggio o per email. C’è inoltre l’opzione Start Speaking, con cui il Mac leggerà ad alta voce il testo.

iBooks - evidenziatori e note

Puoi anche tenere aperto più libri allo stesso momento, uno strumento pensato in particolare per gli studenti che preparano esami o tesine.

iBooks - 2 libri aperti contemporaneamente

Mappe

Usare Mappe sul Mac è comodissimo ed esteticamente appagante.

La modalità Flyover è impressionante. Si attiva cliccando la seconda icona in alto a sinistra dell’interfaccia di Mappe. Dopodiché, attiva la visione Satellite e zooma su una zona della mappa (con le città grandi funziona meglio). Avrai l’impressione di sorvolarla con un elicottero, e la quantità di dettagli è entusiasmante.

Maps - Flyover view

I segnaposto, che indicano luoghi di interesse culturale o commerciale, sono inesauribili fonti di informazioni. Clicca su uno di essi, ad esempio un ristorante (noi abbiamo scelto la Paradeta) e ti verranno fornite informazioni, recensioni dei clienti, fotografie, fascia di prezzo, orari di apertura e molto altro.

Maps - Info locali commerciali

Cliccando sul tasto Get Directions ottieni le indicazioni stradali per raggiungere i luoghi. Se vuoi puoi anche trovare un percorso sul Mac ed inviarlo al tuo iPhone: basta cliccare sul tasto di condivisione (accanto a Directions) e scegliere Send to… iPhone.

Maps - Send to your iPhone

Come succede con Google Maps, anche Mappe ti dà le informazioni sul traffico in tempo reale tramite linee tratteggiate gialle o rosse, a seconda dell’entità e della gravità della situazione, e ti consiglia le deviazioni migliori per evitare gli ingorghi.

Maps - Indicazioni traffico 03

Le opzioni di condivisione sono anche molte altre: puoi inviare indicazioni stradali via email, tramite l’app Messaggi, con AirDrop, Twitter, Facebook.

Maps - Opzioni condivisione

Piccoli passi avanti

La cosa che più ci piace di Mappe per OS X è l’usabilità. L’interfaccia è snella e molto comprensibile, e navigare sulel mappe è estremamente intuitivo. Rispetto a Google Maps offre qualche opzione in meno (ad esempio in termini di pianificazione di viaggi), ma compensa con la facilità d’uso.

È anche interessante notare come Maps di Google e Mappe di Apple godano entrambe di un ecosistema che le supporta e le integra. Nel caso di Cupertino abbiamo i due mondi (sempre più vicini) di iOS e OS X, e un solido comparto hardware (Mac, iPhone, iPad, iPod touch). Mountain View schiera il suo Android, i Chrome Book, le Chrome Apps e un intero mondo di servizi che sempre più stanno diventando una cosa sola.

Ed è probabilmente questo che dobbiamo aspettarci dal futuro della tecnologia consumer: integrazione di servizi e compenetrazione sempre più massiccia di hardware e software. Quindi, sempre maggior “potenza di fuoco” in mano a sempre meno soggetti. Una deriva probabilmente non auspicabile, ma che è connaturata al sistema economico occidentale di questo momento storico.

Se vuoi sapere tutte le novità di Mavericks leggi il nostro articolo su OS X 10.9!

iOS 7: Apple controlla il tuo iPhone. Ecco come difendere la tua privacy

Nascoste nei meandri delle preferenze di iOS 7 (però era quasi lo stesso in iOS 6!) ci sono tre impostazioni che Apple e i produttori di app usano per raccogliere informazioni su ciò che fai con lo smartphone. Ma puoi disabilitarle.

La gestione della privacy in iOS 7 è una corsa a ostacoli. I setting importanti hanno nomi spesso poco chiari (ad esempio non è sempre comprensibile se si debbano abilitare o disabilitare per evitare di essere controllati) e soprattutto sono sepolti in sottomenu in cui difficilmente si capiterà.

Impostazioni per proteggere la privacy

Per proteggerti da occhi indiscreti, ci sono tre setting che è importante regolare.

Due si trovano in Impostazioni > Privacy > Localizzazione  > Servizi di sistema.

Il primo è Diagnosi e uso. Tecnicamente serve ad Apple per raccogliere dai dispositivi che girano con iOS segnalazioni anonime di malfunzionamenti e bug del sistema operativo, ma la verità è che, lasciandola attiva, lasciamo a Cupertino carta bianca su cosa possano fare in termini di controllo e conservazione di dati che riguardano noi e ciò che facciamo coi nostri smartphone e tablet.

È quindi una buona idea bloccare il servizio mettendo il selettore verde su off (sinistra).

Il secondo parametro è iAd da posizione, e il nome (anche se non sembra) è abbastanza autoesplicativo: la tua posizione viene continuamente registrata con lo scopo di inviarti pubblicità coerente con il luogo dove ti trovi. Puoi disattivarlo con lo stesso sistema visto qui sopra, risparmiando tra l’altro anche un po’ di batteria!Overview System Services
La terza impostazione importante per la tua privacy si trova in Impostazioni > Privacy > Pubblicità, ed è Limita raccolta dati pubb.

Questa, al contrario delle due precedenti, va abilitata. In tal modo impedirai che le aziende partner di Apple ti inviino pubblicità mirate.

Tieni d’occhio quali app ti geolocalizzano

iOS 7 include anche uno strumento che possiamo usare per avere maggior consapevolezza di quali app stiano usando la nostra posizione geografica. È il location service, che ti dà questo tipo di informazione tramite frecce colorate poste accanto ai servizi elencati nella pagina Servizi di sistema.

Color codes

La freccia viola appare quando un servizio ha usato recentemente la tua posizione. La freccia grigia indica che la localizzazione è avvenuta nelle ultime 24 ore. La freccia viola ma vuota al centro indica un servizio che sta usando un geofence, cioè un’area virtuale attorno ad un punto geografico.

iOS 7 System Services - uso della posizione geografica

Per avere queste informazioni anche nella barra delle notifiche (la parte superiore dello schermo) di iPhone e iPad, attiva lo slider della Icona barra di stato (in Impostazioni > Privacy > Localizzazione  > Servizi di sistema), che di default è inattivo.

Status bar icon

Si tratta di uno strumento utile, perché a volte autorizziamo un’app a geolocalizzarci senza starci troppo a pensare, e poi dimentichiamo di averlo fatto. Con la Icona barra di stato attiva avrai maggior consapevolezza sulla questione.

Un business milionario

Sperare che le aziende rendano totalmente trasparente la questione privacy è un’utopia. La raccolta di dati relativi all’uso che noi utenti facciamo dei nostri dispositivi o di alcuni servizi muove infatti un’enorme quantità di denaro.

Sapere cosa ti piace è un’informazione che vale molti soldi, ed è per questo che, di solito, viene carpita in modo che l’utente non ne abbia troppa consapevolezza. A nessuno, infatti, piace l’idea che qualcuno lo spii e guadagni così soldi alle sue spalle.

Per questo motivo è fondamentale essere più informati possibile su cosa le aziende possono sapere di te, e su come fanno a saperlo. In questo modo puoi decidere liberamente di accettare o non accettare che ciò accada. Una libertà a cui non bisognerebbe mai rinunciare alla leggera.

Se iniziare a proteggere la tua privacy, ci sono molte altre cose che puoi fare: eccoti 10 consigli per diventare (quasi) invisibile online!

Il prossimo passo per iOS? Il riconoscimento delle emozioni

L’iOS del futuro potrebbe essere un sistema capace di leggere le emozioni dell’utente per anticipare i suoi desideri e i suoi gusti. E tutto ciò senza parlare né digitare niente. In questo modo Apple potrebbe vincere la battaglia contro Google e Microsoft.

iOS 7 è già piu “emozionale” dei suoi predecessori

L’interfaccia del iOS 7 si caratterizza per l’abbandono di metafore visive oramai inutili. Non c’è più il legno, né superfici metalliche né forme che ricordino oggetti reali in maniera scontata. Il diaframma che separava il sistema dall’utente non c’è più.

Per iOS la conseguenza di questo “buttar via i vecchi mobili” è che adesso la sua interfaccia sembra “respirare” come un “essere vivente”. Con iOS 7 vediamo il sistema operativo messo a nudo, senza maschere. Possiamo giocare con tutto, ottenere una risposta ad ogni tap. “Cosa vogliamo che senta la gente?”: questa è la domanda che il team di design della Apple si è posta di recente.


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E la risposta, come mostra elegantemente il video con cui Apple ha presentato il suo nuovo sistema operativo, sono le emozioni fondamentali: allegria, sorpresa, amore… affetto. Ho scambiato le mie impressioni con vari redattori qui in Softonic, e il verdetto è lo stesso: iOS 7 è un sistema agile, elegante e comodo. Un terreno perfetto dove poter seminare quello che sta per arrivare.

Il software emozionale è già pronto.

Le emozioni diventano sempre più importanti nel mondo del software e sarà un aspetto fondamentale dei sistemi operativi del futuro e delle applicazioni che verranno sviluppate fin da ora. Immaginate un sistema operativo capace di leggere le nostre emozioni basandosi sulle nostre espressioni facciali, sul tono della voce che usiamo o sulla resistenza elettrica della pelle. Sarebbe un sistema operativo capace di indovinare il nostro stato d’animo.

La app di Sension per Glass aiuta gli autistici a riconoscere le emozioni (fonte)

Gli usi di una “Emotion API” sono molti e emozionanti: migliori consigli per l’utente nello store; una pubblicità più in sintonia con lo stato d’animo dell’utente, e un’ampia gamma di impieghi per i giochi e le applicazioni social. In sostanza i metodi per questa analisi affettiva esistono già, e gli autori di software ne stanno esplorando le potenzialità. Per esempio Sension, una società di San Francisco, sta creando una app per Google Glass capace di leggere le emozioni.

Apple parteciperà a questa “rivoluzione emozionale”?

Quando ho visto che Apple lanciava un sistema di lettura delle impronte digitali, le sue intenzioni mi sono sembrate evidenti: stabilire un contatto non mediato tra il sistema e l’utente, senza intermediario e attraverso dei sensori diretti.

Fotomontaggio di come potrebbe essere il setup del riconoscimento facciale in iOS

Secondo me se Apple nei prossimi anni lanciasse una app con queste caratteristiche la cosa avrebbe senz’altro molto senso. Le emozioni degli utenti hanno sempre giocato un ruolo importante nelle scelte di design da parte di Apple, e questo è stato il segreto del suo successo.

Però non è sufficiente trasmettere emozioni positive attraverso il design: il passo successivo sarebbe quello di individuare e accompagnare le emozioni dell’utente per stabilire un legame definitivo tra uomo e macchina. Questo legame potrebbe giocare un ruolo fondamentale affinché iOS continui ad essere competitivo di fronte ad un Android e un Windows Phone che continuano a migliorare sotto tutti gli aspetti..

Permetteresti ad una app di leggere le tue emozioni?

[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti per Softonic ES]

iOS 7: dovremo davvero pagare per aggiornare le nostre app?

Stai pensando di passare ad iOS 7? Allora tieni in conto che per aggiornare alcune delle app che già possiedi forse dovrai pagare.

A tre mesi dalla presentazione ufficiale, è ufficialmente uscito iOS 7. Ma alla curiosità di tutti noi per le novità che il nuovo sistema operativo Apple offre, si aggiunge anche il disappunto. È infatti possibile che l’aggiornamento di alcune app che già possediamo non sarà gratuito (come era stato fino ad ora), ma a pagamento.

Perché?

Il motivo è, per così dire, tecnico. iOS 7, infatti, non è un semplice update di iOS 6, ma è stato scritto quasi da zero, e graficamente è cambiato profondamente. Questo vuol dire che anche le app esistenti, per essere esteticamente coerenti con la nuova cornice, devono essere ricreate (quasi) totalmente. E questo comporta un grosso lavoro per gli sviluppatori. Lavoro per il quale, forse, chiederanno un contributo.

In poche parole, chi vorrà aggiornare app già acquistate su iOS 6, dovrà in alcuni casi farlo a pagamento. L’alternativa: tenersi le versioni pre-iOS 7, che funzioneranno perfettamente ma che improvvisamente sembreranno, inserite nel nuovo contesto grafico, vecchie a bruttine.

Ovviamente questa sgradevole novità ha suscitato un certo malumore tra gli utenti. Ancora non si sa quanti e quali sviluppatori sceglieranno di chiedere un contributo per l’aggiornamento delle loro app. L’unica cosa certa è che qualcuno lo farà.

Le ragioni degli sviluppatori

È d’altronde difficile biasimare gli sviluppatori. Improvvisamente, per motivi non dipendenti dalla loro volontà, si ritrovano a dover riscrivere daccapo tutti i software da loro creati. Il che vuol dire, per loro, tempo, lavoro e denaro da investire. E poi?

E poi si troveranno al bivio: far infuriare gli utenti chiedendo loro del denaro per qualcosa che hanno già pagato, o non chiedere nulla, il che equivale ad accettare di lavorare (tanto) gratis. E questo è un brutto colpo, sia per uno sviluppatore singolo che per una società che deve pagare lo stipendio ai propri programmatori.

La terza opzione, e cioè non rilasciare un aggiornamento che omogeneizzi l’aspetto delle app con iOS 7, è impraticabile. La vecchia grafica dell’icona e dell’app, nel nuovo ambiente, sfigurerebbe, e il programma finirebbe a prendere polvere in qualche angolo dell’iPhone.

Le ragioni di Apple

D’altronde Apple non può essere biasimata per avere rinnovato il proprio sistema operativo mobile. L’innovazione continua è una caratteristica congenita del mondo tecnologico, che genera, consuma e rigenera prodotti a grande velocità.

Bisogna anche dire che pagare per gli aggiornamenti delle applicazioni non è un concetto nuovo. Siamo abituati a farlo, ad esempio, per i grossi programmi. Quando esce un nuovo Photoshop, o un nuovo Word, l’update da una versione della Creative Suite o di Office alla successiva è sempre a pagamento. Si tratta però, di fatto, di nuovi programmi.

Nel caso degli update delle app per iOS 7, invece, difficilmente si tratterà di molto più di un adattamento grafico.

Le ragioni degli utenti

E poi bisogna considerare l’aspetto psicologico. Anche se ci sarebbero delle ragioni valide a supporto del contributo per l’aggiornamento di alcuni programmi, gli utenti sono abituati all’update gratuito.

Se improvvisamente lo stesso gesto compiuto gratuitamente decine o centinaia di volte dovesse diventare a pagamento, la reazione sarebbe inevitabilmente negativa. E a maggior ragione lo sarà da parte di chi ha molte app, o ne ha di molto costose, ad esempio i navigatori come TomTom.

C’è poi una domanda ulteriore che ci preme. Il nuovo iOS prevede l’automazione degli aggiornamenti. Cosa succederà con tutte le applicazioni il cui update sarà a pagamento? Esiste il rischio che gli utenti si ritrovino a pagare senza neppure saperlo, scoprendolo solo all’arrivo della relativa fattura via email? Probabilmente no, ma nel momento in cui scriviamo  non ne abbiamo la certezza.

La situazione, poi, risulta ancora più complicata se la inseriamo in un contesto più ampio. Mentre infatti Apple “costringe” gli sviluppatori a riscrivere app già esistenti, Google con le Chrome Apps consente invece a chi programma di scriverle una volta sola, e poi farle girare su tutte le piattaforme grazie al browser Chrome. Una bella differenza.

Cosa dovrebbe fare Apple?

Questa situazione potrebbe avere delle conseguenze sgradevoli per Cupertino. Un esercito di sviluppatori e di utenti infuriati, infatti, non è il massimo per un’impresa.

Apple dovrebbe forse “offrirsi” di farsi carico di pagare essa stessa gli sviluppatori che aggiornano le proprie app, cercando una formula che lasci tutti ragionevolmente contenti.

Il rischio di clienti infelici, infatti, potrebbe non solo causare un esodo verso altre piattaforme (Android in testa), ma comprometterebbe anche la percezione di iOS come sistema operativo “perfetto”.

ios6_ios7_home_screens copy

Un’azienda che ha fatto dell’estetica la propria bandiera, infatti, non può correre il rischio di ritrovarsi milioni di iPhone con applicazioni graficamente incoerenti. La home di una persona che ha deciso di non pagare per aggiornare le proprie app, infatti, sarebbe un patchwork di icone vecchio stile e nuovo stile. Un colpo d’occhio che farebbe probabilmente rivoltare Steve Jobs nella tomba.

Altre soluzioni a cui potrebbero ricorrere degli utenti insoddisfatti: il jailbreaking (che però, in iOS 7, rende impossibile il blocco a distanza del telefono in caso di furto) o un iTunes pirata, che per ora esiste solo in Cina (ma che potrebbe un giorno essere accessibile anche da altri paesi) e che consente di scaricare illegalmente programmi su iPhone senza jailbreak. Tutte opzioni che Apple dovrebbe cercare di evitare.

E tu che ne pensi? Sei disposto a pagare per aggiornare le tue app o credi che dovrebbero farsene carico gli sviluppatori o la Apple stessa?

iOS 7 e non solo: cosa dobbiamo aspettarci dalla keynote Apple del 10 settembre?

iOS 7, mancano pochi giorni. La keynote Apple di martedì è più attesa che mai. E ognuno formula ipotesi sul contenuto.

Gli eventi della Mela, d’altronde, scatenano sempre la sindrome del bookmaker. Ogni volta giornalisti specializzati, sviluppatori e semplici appassionati ipotizzano, immaginano, scommettono su cosa Cupertino abbia in serbo per il mondo. E questa volta non fa eccezione.

Il cuore dell’evento, però, è dato per assodato da tutti: l’annuncio dell’uscita di iOS 7 (che avevamo testato per voi subito dopo il WWDC di giugno), che potrebbe essere messo a disposizione per il download contestualmente all’evento o, più probabilmente, tardare qualche altra settimana.

ios7_homescreenLa home del nuovo iOS 7

È anche possibile che la versione per iPad arrivi qualche settimana dopo rispetto a quella per iPhone, visto che la beta del nuovo iOS ha dimostrato una stabilità maggiore sullo smartphone piuttosto che sul tablet Apple.

Per chi volesse ripassare un po’ di novità su iOS 7, abbiamo preparato una serie di video per farvi vedere il sistema operativo in azione.

Un’altra novità che ci aspettiamo è il lettore di impronte digitali integrato nei dispositivi mobili. Pare che, per il momento, servirà solo a sbloccare il salvaschermo, ma sarebbe molto comodo che diventasse anche il centro nevralgico della gestione del nuovo iCloud Keychain.

Anche qualche aggiornamento su OS X 10.9 Mavericks potrebbe trovare spazio nella keynote di martedì. Abbiamo già parlato approfonditamente delle novità introdotte nel nuovo sistema operativo per Mac, ma stavolta sarà annunciata una data di uscita ufficiale, che potrebbe essere molto, molto vicina. E magari anche qualche sorpresa.

L’altra novità software di rilievo riguarderà l’ecosistema iWork. La beta di iWork for iCloud è stata a disposizione degli sviluppatori da giugno, e da qualche settimana possono provarla tutti coloro che posseggono un ID Apple. Probabilmente, quindi, il 10 settembre assisteremo al lancio ufficiale definitivo.

iWork for iCloud

Non solo. 9to5mac.com ipotizza che le versioni della suite da ufficio di Apple per iOS diventeranno gratuite. La prova? Uno screenshot scattato su un iPhone con iOS 7 beta 3, che mostra iWork nella categoria di app gratuite consigliate dall’App Store. Un passo molto interessante di Cupertino nella battaglia contro Microsoft e Google sul vasto campo delle suite da ufficio.

Se a queste succose novità software aggiungiamo la probabile presentazione di nuovi iPhone (il 5S e, probabilmente, il 5C, il primo smartphone di plastica della Apple), i motivi per godersi la keynote in diretta non mancano.

Se vuoi leggere tutte le notizie e gli approfondimenti, li trovi aggiornati in tempo reale nel nostro articolo indice.

Alla scoperta di iOS 7: la nuova app Mappe

In questo nuovo video della serie dedicata a conoscere meglio il nuovo sistema operativo mobile di Apple, ti presentiamo la nuova appMappe.

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La nuova app Mappe, oltre al design minimal che rende la navigazione più piacevole, è più facile da usare della versione precedente.

Il primo strumento che incontriamo sulla barra inferiore è il localizzatore, che ti mostra dove ti trovi sulla mappa.

In alto c’è il campo di ricerca, in cui puoi inserire indirizzi, nomi di locali commerciali e monumenti.

Se il risultato è un locale, cliccandoci accederai a molte informazioni su di esso, alle recensioni degli utenti e alle foto. Puoi anche salvarlo come segnalibro.

Puoi anche ottenere le indicazioni stradali per arrivare fino al luogo cercato, o per andare da lì ad un altro, cliccando su Indicazioni fino a qui o Indicazioni da qui e poi toccando Itinerario. Ottieni le indicazioni anche scrivendo l’indirizzo nella barra di ricerca e toccando la freccia alla sua sinistra.

Il secondo strumento della barra inferiore serve a condividere un luogo per messaggio, email, twitter, Facebook o per aggiungerlo ai preferiti.

Col terzo tool cambi la visualizzazione della mappa (Standard, Ibrida o Satellite). Quest’ultima visualizzazione offre una visione molto dettagliata, soprattutto delle zone urbane, con una grafica fluida. Se possiedi un iPhone 5, hai a disposizione anche altre visualizzazioni 3D.

Per accedere ai preferiti, infine, clicca sull’icona dell’agenda a destra della barra di ricerca.

Alla scoperta di iOS 7: il nuovo Calendario

In questo nuovo video della serie dedicata a conoscere meglio il nuovo sistema operativo mobile di Apple, ti presentiamo l’app Calendario di iOS 7.


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Il pesante design del vecchio Calendario, in iOS 7, è solo un ricordo.

La nuova interfaccia è eterea, con elementi grafici sottili e font senza fronzoli.

Per aggiungere un appuntamento si clicca sul tasto “+”. L’organizzazione di questa sezione è praticamente identica a quella di iOS 7.

Per passare dalla vista Oggi a quella del mese in corso, basta toccare il nome del mese. Per tornare alla vista Oggi, invece, devi scegliere un giorno da visualizzare.

Nel tab Entrata troverai gli appuntamenti a cui sei stato invitato, se ce ne sono, mentre il tasto di ricerca ti mostra tutti i tuoi appuntamenti in ordine cronologico.

Dal tab Calendari gestisci i diversi calendari che hai creato e scegli se visualizzare altri eventi, ad esempio i compleanni dei tuoi contatti.

Guarda gli altri video Softonic su iOS 7

iRadio: Apple firma un accordo con Warner Music

apple WWDCIl servizio di radio online di Apple potrebbe essere lanciato a breve. L’annuncio ufficiale al WWDC 2013?

Apple avrebbe  raggiunto un accordo con Warner Music Group e Warner Chappell, come riportato da CNET. Secondo fonti finanziarie, Apple sta ancora negoziando con la Sony, mentre era già confermato l’accordo con Universal Music.

Il servizio di musica in streaming di Apple dovrebbe chiamarsi iRadio, e sarà destinato a fare concorrenza a servizi come Spotify o Deezer, tra gli altri.

Ovviamente iRadio sarà completamente integrato con l’iPhone, con la possibilità di utilizzare Siri per controllare le stazioni iRadio attraverso i comandi vocali.

Se le indiscrezioni fossero confermate, riceveremo l’annuncio alla World Wide Developer Conference (WWDC) che si terrà dall’10 al 14 giugno a San Francisco, magari proprio durante il keynote di apertura…

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