È trascorso un mese e continuo a usare XP: ecco cos’è successo

Dal mese scorso XP non riceve più gli aggiornamenti. Ho voluto mettere alla prova i miei consigli per vedere se sarei riuscito a sopravvivere con XP senza essere vittima di qualche malware inarrestabile.

Per gli utenti di Windows XP, l’8 aprile 2014 è sembrato la fine del mondo. L’ApocalXP, come l’abbiamo chiamata noi della redazione, ha segnato la fine di tutti gli aggiornamenti di sicurezza per questo sistema operativo. Per chi non avesse eseguito l’aggiornamento a Windows 8, il rischio di infezioni e intrusioni sarebbe stato costante, almeno secondo Microsoft.

Dato che non tutti hanno potuto eseguire l’aggiornamento a Windows 8, perché, ahimè, costa denaro, ho pubblicato alcuni consigli di sicurezza per chi era costretto a rimanere con XP per un altro po’. La maggior parte invocavano il buon senso: non usare Internet Explorer, mantenere i programmi aggiornati, installare un antivirus compatibile e così via.

Che emozione rivedere la mitica schermata di avvio di Windows XP…

Quindi è arrivato il momento di mettere alla prova i miei consigli e ho deciso di usare un portatile con Windows XP per un mese. Le condizioni erano semplici: avrei navigato con Firefox, usato AVG come antivirus e sarei stato attento a non commettere sciocchezze. Dopo aver installato tutte le patch e le applicazioni, ho iniziato a usare il PC un’ora al giorno, in media.

È stato un mese senza preoccupazioni

La sensazione iniziale è stata di profonda tranquillità. Usare XP su un sistema pulito è un’esperienza piacevole: non solo Windows XP funziona ancora (per chi mai l’avesse dubitato), ma è anche veloce e stabile. Firefox si apre velocemente e il WiFi si configura senza troppi problemi. La versione gratuita di AVG non dà quasi fastidio. Va notato però che ho passato molto tempo a configurare gli avvisi e le analisi in background.

Le giornate sono trascorse senza grandi novità. Dopo una settimana, il panorama era così tranquillo che decisi di renderlo un po’ più emozionante: ho provato ad aprire alcuni allegati sospetti, solo per scoprire che Gmail aveva già filtrato il contenuto pericoloso (gli allegati erano dei moduli puliti, un tentativo di phishing molto grossolano).

Mi sono anche collegato a dei network di download (Torrent ed eMule) per condividere del materiale di dominio pubblico. In nessun momento ho avuto la sensazione che qualcuno cercasse di introdursi nella mia rete privata, che è protetta da un semplice router con firewall integrato. Non ho notato nulla di insolito. Sebbene il mio dispositivo venisse identificato come un PC con Windows XP, nessuno ha cercato di attaccarlo.

In breve: non è successo niente.

Felicità, ma con una nota di cautela

So molto bene perché il mio computer non si è infettato: ho fatto molta attenzione e non ho commesso imprudenze. Ho anche usato programmi sicuri e aggiornati. Quando, dopo tre settimane di utilizzo di XP, è uscito alla luce il bug di sicurezza di Internet Explorer, velocemente risolto da Microsoft, ho alzato le spalle: io stavo usando Firefox.

L’ultima patch per Windows XP, KB2964358, è arrivata per un pelo…

Se avessi navigato su pagine di dubbia reputazione o avessi installato dei software pirata, avrei sicuramente messo il mio portatile a rischio. Ma l’aspetto più importante da sottolineare è che il rischio sarebbe stato alto sia su XP che su Windows 8: le infezioni sono difficili da evitare perché sfruttano la fiducia degli utenti, non la debolezza dei sistemi operativi obsoleti.

Mikko Hipponen, fondatore di F-Secure, ha scherzosamente suggerito che il sistema operativo più sicuro è Windows 3.1, proprio perché nessuno crea più dei virus. La frase mi ha fatto sorridere perché è vero, ma non è quello che raccomanderei ai miei amici. Il mio consiglio, quindi, è di passare a Windows 7 o 8, a seconda delle tue preferenze. Ti sia comunque chiaro che continuare ad usare XP non è una tragedia.

Cosa ne pensi del risultato? Hai sperimentato qualcosa di simile?

[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti su Softonic ES]

La crisi degli antivirus: riusciranno a sopravvivere o la morte è annunciata?

Gli antivirus sono in crisi. Addirittura c’è chi sostiene che stiano morendo. Io credo che esista per loro qualche possibilità di sopravvivere, però qualcosa deve cambiare. Ti spiego il perché.

Bryan Dye, vicepresidente di Symantec, è stato chiaro: gli antivirus sono diventati obsoleti e sono condannati a estinguersi. Secondo lui riescono a trovare solo un 45% dei pericoli attuali della rete. Come se non bastasse uno dei creatori di Norton, Ted Schlein, ha etichettato gli antivirus come “necessari ma insufficienti” per proteggere i propri dati.

Qual è la morale della favola? Possiamo dedurla da quattro fatti che definiscono lo stato attuale della sicurezza informatica fai da te. Guardare il quadro completo della situazione ti aiuterà a capire cosa sta succedendo agli antivirus e dove bisogna andare a parare per riuscire a proteggere, in futuro, i tuoi dati.

Gli antivirus sono incapaci di individuare i pericoli attuali

Prima cosa: gli antivirus non servono perché il problema che devono risolvere ora non esiste più, le necessità sono cambiate. Secondo uno studio di FireEye, l’82% dei malware scompare completamente nel giro di un’ora. I corposi file di firme degli antivirus sono cimiteri di malware che non ti colpiranno mai.

Dopo due ore, la maggior parte dei malware già non esiste (fonte)

Chi crea e programma antivirus questo lo sa! E proprio per questo durante gli ultimi anni abbiamo assistito a un’evoluzione degli antivirus con un sistema di rilevamento dei pericoli in rete più intelligente, l’euristica, che rileva possibili virus a partire da comportamenti strani. Quali sono gli svantaggi di questa modalità? Che consuma tante risorse e che è un sistema difficile da capire.

Per fermare il proprio declino, gli antivirus si sono appesantiti

Seconda cosa da tenere in considerazione: gli antivirus sono diventati delle suite giganti, pesanti e lente. Durante gli ultimi anni hanno aggiunto moltissime funzioni come la possibilità di creare delle copie di sicurezza o di distruggere file. Sono senza ombra di dubbio delle caratteristiche utili, però non hanno nulla a che vedere con la protezione dai malware.

Antivirus portable e leggeri come Avira PC Cleaner sono ormai una rarità

L’opzione di ingigantire i software è servita per un po’ agli sviluppatori di antivirus per guadagnare tempo di fronte a una morte annunciata. E nonostante la grande quantità di funzioni aggiuntive gli antivirus non convincono gli utenti, che si sono resi conto di quanto siano inutili di fronte alle grandissime crisi di sicurezza degli ultimi tempi.

Gli attacchi sono diventati più sofisticati

Terzo punto: i nostri dati sono in pasto alla rete. Ormai il sistema di archiviazione on the cloud è quello che va per la maggiore. Basta pensare a Dropbox o Google. I cyber attacchi possono danneggiarti in due modi diversi: attaccando queste banche dati o ingannandoti per recuperare le tue password digitali.

L’integrazione tra antivirus e browser è una strategia vincente che sta sperimentando avast!

La maggior parte degli attacchi colpiscono proprio mentre si naviga su internet. Il malware si maschera dietro pagine web che sembrano legali. A volte riesce ad approfittare di vulnerabilità impressionanti. E ciò che puoi fare tu o i tuoi antivirus non è sufficiente. Invece le web che frequenti potrebbero migliorare il loro sistema interno per controllare le intrusioni.

La vera concorrenza degli antivirus sono i browser

Quarto punto: il browser ti protegge più di quanto possa fare un antivirus. Per esempio, Chrome ha iniziato in modo sperimentale un sistema per nascondere le URL. Nascondendo la URL, Chrome toglie ai criminali la possibilità di rubare dati (phishing). Già questo riesce a eliminare una grossa parte dei pericoli online.

La versione sperimentale di Chrome, Canary, nasconde quasi completamente la direzione web

La nube -Google, Facebook e Yahoo!- filtra per noi virus e spam, e protegge i nostri dati. Nel PC, il rischio che rimane è più sottile e meno evidente. E contro questo rischio il rimedio è solo uno: essere previdenti. Gli antivirus ti proteggono dai pericoli più comuni però non eviteranno altri tipi di rischi perché non possono controllare ogni tuo movimento in rete.

Per sopravvivere, l’antivirus deve essere allo stesso tempo maestro e custode

Gli antivirus sono necessari però insufficienti. Riescono ad essere dei custodi diligenti, però non ti possono proteggere dalle tue stesse decisioni. L’unico modo per renderli davvero utili è abbinare un comportamento diligente e aggiungerci una componente educativa. Gli antivirus dovranno diventare anche dei maestri, oltre che custodi.

AVG Zen guarda avanti: usa un linguaggio semplice e ti aiuta a controllare i tuoi dispositivi

Il futuro degli antivirus dipende dalla capacità che avranno di adattarsi a questo nuovo scenario. Dovranno prestare più attenzione a tutti i dispositivi che usi giornalmente, per esempio. Dovrebbero innanzitutto apprendere da noi e poi aiutarci a proteggerci. Ma io sono fiducioso e credo che quest’anno vedremo nascere una nuova generazione di antivirus.

Tu cosa ne pensi, riusciranno gli antivirus a evolversi?

[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti su Softonic ES]

Windows EMET: il PC sempre al riparo dai pericoli

C’è un’utility gratuita di Microsoft per controllare i programmi che installi sul PC e per far in modo che siano al riparo dai virus. Ecco come si installa e si usa.

Microsoft EMET è un’utility che impedisce ai virus di prendere il controllo dei tuoi programmi. Per riuscire in questa impresa EMET blocca o desvia le azioni che potrebbero essere opera di malware nei browser o in altri programmi.

Installare EMET è facile e ti protegge da subito contro le principali vulnerabilità di Internet Explorer, Office e altri programmi. Nonostante EMET sia uno strumento molto tecnico ed efficace, usarlo è davvero facile. Segui questi semplici passi per configurarlo.

1. Installa .NET Framework 4.0

Per funzionare correttamente, EMET ha bisogno di .NET Framework 4.0. Scarica .NET Frameword 4.0 prima di EMET e segui le istruzioni per l’installazione.

2. Installa EMET 4.1 e seleziona l’opzione raccomandata

Dopo aver installato .NET Framework 4.0, scarica e installa EMET. La cosa più importante di questo passo è selezionare l’opzione di configurazione raccomandata.

Questa configurazione fa in modo che EMET protegga i programmi più vulnerabili, come Internet Explorer, Office, Acrobat Reader e Java senza che tu debba entrare nel dettaglio delle impostazioni.

3. Assicurati che EMET stia funzionando correttamente

Ora che hai installato EMET, apri la finestra corrispondente. Ti troverai di fronte una lista di comandi come quella rappresentata nell’immagine sottostante.

Apri Internet Explorer e, successivamente, ritorna alla finestra di EMET. Cerca iexplorer nella lista dei processi in esecuzione.

L’icona verde indica che il programma è al sicuro nella “gabbia” di Emet. Essendo un’applicazione compatibile e riconosciuta per difetto, non dovresti notare nessuna differenza utilizzandola.

4. Aggiungi altre applicazioni su EMET – Passo facoltativo

Se vuoi che altri programmi vengano protetti con EMET, puoi aggiungerne quanti ne vuoi usando la finestra delle applicazioni.

Per prima cosa, clicca su Apps.

Nella finestra successiva clicca su Add Application.

Ora ricerca all’interno del disco rigido l’applicazione che vuoi proteggere. Nel nostro esempio abbiamo scelto Chrome.

Ogni applicazione che aggiungi verrà inserita di default con tutte le opzioni di protezione disponibili.

Se volessi disabilitare questa funzione per un determinato programma deseleziona la casella corrispondente.

Puoi accedere a EMET in qualsiasi momento dalla barra delle notifiche o dal menu Start.

EMET protegge Windows meglio di un antivirus

Se ben configuarto EMET riesce a proteggere Windows – e anche Windows XP – dai malware, anche da quelli che sfuggono agli antivirus tradizionali. Se hai deciso di continuare a usare Windows XP installalo subito.

Due interessanti alternative a EMET sono Sandboxie e la modalità sandbox di avast!. Ma il vantaggio di EMET, che non bisogna sottovalutare, è che si integra totalmente con Windows.

Allora installerai EMET?

[Articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti su Softonic ES]

Devi cambiare le tue password? Te lo dice LastPass!

Sul mercato ci sono programmi che, oltre a proteggere le password, ti dicono quando è ora di cambiarle. Uno dei migliori è LastPass. Ma come usarlo per controllare la forza delle tue chiavi d’accesso?

Alcuni fattori contribuiscono all’indebolimento delle password:

  • Tempo: più una chiave d’accesso è vecchia, più probabile sarà che questa sia vulnerabile
  • Semplicità: le password semplici sono più deboli di quelle complesse
  • Lunghezza: le chiavi d’accesso brevi sono più facili da violare rispetto a quelle lunghe
  • Ripetizione: l’uso della stessa password per più account aumenta i rischi di sicurezza

Per verificare che le tue chiavi d’accesso siano sicure, è consigliabile eseguire i test compresi nei gestori di password, ovvero dei programmi che ti consentono di salvarle, ricordarle e proteggerle. LastPass, per esempio, analizza in meno di un minuto le tue chiavi d’accesso e ti dice quali modificare.

Scopri in questo tutorial come installare LastPass, come memorizzare le password e come eseguire il controllo di sicurezza.

1. Installa LastPass sul tuo computer

LastPass funziona su tutti i browser. Il programma di installazione universale per Windows ti aiuterà a installare LastPass su Chrome, Firefox, Internet Explorer, Safari e Opera.

Innanzitutto, il programma di installazione ti chiederà la lingua che desideri usare.

Dopodiché, seleziona i browser su cui desideri installare l’estensione. Se sono aperti, LastPass ti chiederà di chiuderli (in caso contrario, l’installazione non andrà a buon fine).

Infine, è necessario creare un account LastPass o effettuare il login. Questo passo può essere eseguito successivamente dal browser.

All’apertura di ogni browser, dovrai installare l’estensione e autorizzarla. Ad esempio, questo è quello che vedrai su Chrome.

LastPass visualizza sempre un pulsante rosso con un asterisco bianco al centro:

2. Importa le password su LastPass

Il passo successivo consiste nell’importare tutte le chiavi d’accesso memorizzate sul browser. Fai click sul pulsante di LastPass e vai al menu Tools > Import from.

LastPass aprirà una finestra con l’elenco di tutte le password disponibili. Scegli quelle che vuoi importare (o selezionale tutte) e premi il pulsante Import.

Da questo momento le tue chiavi d’accesso saranno salvate su LastPass e protette da una master password (non perderla!).

3. Avvia il test di sicurezza di LastPass

È giunto il momento di controllare la forza delle tue password. Fai click sull’icona di LastPass e apri il menu Tools.

Seleziona l’opzione Security Check.

Si aprirà una pagina sicura (con l’icona a forma di lucchetto) appartenente a LastPass. Fai click sul pulsante Start the challenge.

Le password verranno analizzate…

… e ti verrà chiesto se vuoi controllare se i tuoi account hanno subito dei furti di dati. Conferma facendo click su OK.

Dopo un minuto comparirà la pagina dei risultati.

4. Consulta l’elenco e scegli le password da modificare

Il rapporto di sicurezza di LastPass è molto completo e utile. Innanzitutto, ti informerà sugli avvenimenti più importanti, come il bug Heartbleed, e ti dirà se è necessario aggiornare immediatamente le password o meno.

Dopodiché, il rapporto prosegue con una sintesi delle password analizzate, la  loro forza e la lunghezza media, il numero di chiavi duplicate e altri dati.

La parte più interessante si trova alla fine: l’elenco delle password con l’indicazione della loro forza. Se sono duplicate, LastPass le raggrupperà. Per andare ad ogni sito, basta fare click sul link.

Se una password è debole e viene usata su molti account, il punteggio sarà basso. Per raggiungere una forza del 100% la chiave deve essere lunga, complessa e unica. Vuoi un consiglio? Cambia quelle che si trovano al di sotto dell’80%.

5. Usa il generatore di password di LastPass

Quando devi impostare una nuova chiave d’accesso, fai click sull’icona LastPass per aprire il generatore di password. Scegli una di quelle che ha creato in modo casuale e salvala.

La chiave verrà associata al sito e inserita automaticamente ogni volta che lo visiti, ma solo se LastPass è attivo (icona rossa).

Non dimenticare la master password!

Come hai appena visto, un gestore di password come LastPass non solo controlla le chiavi d’accesso, ma ti consente di sostituirle con altre più sicure e le ricorda al posto tuo ogni volta che visiti un sito. Attenzione, però, a non dimenticare la master password: se dovessi smarrirla, l’archivio sarà inaccessibile per sempre.

Che punteggio hai ottenuto dal test di sicurezza di LastPass?


[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti su Softonic ES]

Qual è il sistema operativo più sicuro?

Il sistema operativo è l’anima dei nostri computer e un possibile attacco di virus può danneggiarlo seriamente e a volte anche distruggerlo.

I sistemi operativi sono dei software composti da moltissime righe di codice che gestiscono l’esecuzione dei programmi, controllano la scrittura e la lettura dei dati e disegnano le finestre che apri tutti i giorni.

La loro importanza è tale che qualsiasi attacco informatico mira a debilitarne la struttura e a renderlo un ambiente di lavoro meno affidabile.

Che cosa intendiamo per sicurezza?

La sicurezza dei sistemi informatici riguarda tre principi fondamentali: la riservatezza, l’integrità e la disponibilità.

  • Privacy: il sistema deve garantire la segretezza del contenuto e impedire che degli utenti non autorizzati possano accedere a ciò che non è loro.
  • Integrità: i dati non possono essere modificati senza permesso e in modo occulto.
  • Disponibilità: i dati devono essere sempre disponibili e reperibili in maniera veloce e affidabile.

Il rispetto di questi tre principi è reso possibile grazie agli account utente, al file system (meccanismo che si occupa della gestione dei file), al sandbox (sistema che consente di eseguire i programmi in modo sicuro e separato), alla crittografia dei dati e così via.

Ma la sicurezza dipende anche da fattori esterni come la popolarità: il sistema più usato è di solito il pesce più facile da catturare.

Il sistema operativo più popolare e il bersaglio più colpito è Windows

Tuttavia, ci sono dei sistemi che riescono ad essere molto sicuri nonostante la grande popolarità. Ciò è possibile grazie a un’attenta progettazione e a una buona manutenzione.

Confronto tra SO: alla ricerca di oggettività

Per noi, la sicurezza non è nient’altro che la fiducia che riponiamo nel sistema per elaborare e custodire le nostre informazioni personali. Una fiducia che può essere danneggiata facilmente.

Se mettiamo da parte l’aspetto umano, ciò che rimane è il lato puramente tecnologico e, indipendentemente dalla loro reputazione, i sistemi operativi possono essere concepiti meglio o peggio in termini di sicurezza. Questo è abbastanza obiettivo.

Per questo confronto ho scelto quattro sistemi operativi, quelli dei computer più popolari.

  • Windows 7/8 (NT 6.x)
  • Windows XP (NT 5.x)
  • Ubuntu Linux
  • Mac OS X

Quale di questi sistemi cura di più la sicurezza? Per rispondere ho cercato una serie di indicatori oggettivi.

EAL, il criterio utilizzato dai governi

Nel 2000, dodici paesi, tra cui l’Italia e gli Stati Uniti, hanno creato degli standard con il fine di garantire che i prodotti tecnologici soddisfino determinati livelli di garanzia e protezione.
Il punteggio EAL, che va da 1 a 7, non dice quanto è sicuro un sistema, bensì il livello in cui la sicurezza è stata testata. Sono i produttori che richiedono queste analisi e che decidono il livello.

Il punteggio EAL1 è il più basso e significa che il programma si comporta come descritto nella documentazione. D’altra parte, pochissimi programmi e dispositivi raggiungono il livello massimo, cioè il 7.

Il sistema operativo z/OS IBM ha ottenuto un punteggio EAL5

La maggior parte dei sistemi operativi aspira a un EAL4, che garantisce un buon livello di sicurezza e una sufficiente flessibilità di sviluppo. Quando la protezione è maggiore, il punteggio è EAL4+.

Vediamo che voto hanno ottenuto i sistemi selezionati:

Windows 7 Windows XP Ubuntu Linux Mac OS X 10.6
EAL4+ EAL4+ (EAL4+) EAL3+

Come puoi vedere, il punteggio di Microsoft è abbastanza alto. Mac OS X, invece, ci ha stupiti un po’, ma è anche vero che il test è stato fatto qualche anno fa con la versione 10.6.

Per quanto riguarda Linux, ci sono versioni aziendali come Red Hat che hanno ottenuto lo stesso risultato di Windows: EAL4+. Perché Ubuntu non ha un punteggio EAL?

RHEL è un sistema Linux con certificazione EAL

Forse perché l’azienda non è interessata o non ha abbastanza fondi. Per la certificazione EAL, le aziende devono pagare un laboratorio autorizzato dal governo degli Stati Uniti. Quanto più alto è il livello EAL testato, tanto più alta sarà la spesa.

La certificazione EAL dichiara la competenza del sistema operativo in materia di sicurezza, almeno sulla carta, ma lascia fuori molti altri aspetti che sono altrettanto importanti. Per questo, dobbiamo ricorrere ad altri dati.

Vulnerabilità: il criterio quantitativo

Un altro modo per confrontare la sicurezza dei sistemi operativi è quello di osservare le loro vulnerabilità note e non corrette. Si tratta di buchi di sicurezza, di diversa gravità, che potrebbero essere usati per compromettere la protezione del sistema operativo.

Wikipedia raccoglie in una tabella le vulnerabilità scoperte negli ultimi anni da Secunia. Per comodità, le ho divise in due categorie: critiche e non critiche.

Windows 7 Windows XP Linux Mac OS X
Critiche 2 11 0 1
Non critiche 3 31 17 7

Windows 7 e Mac OS X hanno profili simili in termini di vulnerabilità mentre, per quanto riguarda la correzione dei buchi di sicurezza, Linux è il vincitore. XP, invece, sembra essere stato abbandonato a sé stesso.

I dati forniti da CVE details mostrano per il 2013 un numero abbastanza alto di vulnerabilità per Linux. Ma questo non implica che il sistema sia meno sicuro, può significare che viene controllato con maggior frequenza.

Windows 7 Windows XP Linux Mac OS X
2013 69 58 128 25

Nei sistemi molto sicuri, come OpenBSD, le vulnerabilità scoperte ogni anno non superano la dozzina. Questo si deve alla bassa frequenza di aggiornamento e alla grande attenzione riposta nella sicurezza.

In sintesi, questi numeri non sembrano sufficientemente concludenti per dare una preferenza a un sistema rispetto a un altro. Dobbiamo trovare la risposta in altri fattori esterni alla progettazione.

Fattori esterni: popolarità ed educazione

Dieci anni fa, la risposta alla domanda iniziale sarebbe stata: “il sistema più sicuro è Unix/Linux”. La sua architettura di sicurezza era superiore a quella di qualsiasi altro sistema operativo e, fin dall’inizio, la sua comunità di utenti era consapevole dell’importanza di questo aspetto.

Ora questo è cambiato. Windows e Linux hanno meccanismi di sicurezza simili e, per certi aspetti, Windows 7/8 è superiore. Da un punto di vista puramente tecnico è difficile trovare un vincitore, ma chiaramente non è Mac OS X. Tutti i principali sistemi operativi sono molto sicuri.

Mentre Windows è diventato più robusto, alcune versioni di Linux hanno ottenuto molta popolarità. Ubuntu, la distribuzione Linux più famosa, è ora utilizzato da utenti di tutti i livelli, molti dei quali spesso ignorano la complessa architettura di sicurezza che c’è dietro a questo sistema.

I permessi super user sono facili da ottenere e usare…

L’utente di Windows ha sempre avuto difficoltà a capire a cosa serve un firewall o cosa sono le autorizzazioni utente. Lo stesso vale per Linux, soprattutto quando viene usato da un principiante: ci sono degli utenti che usano i permessi superuser con eccessiva noncuranza e leggerezza.

Il focus della sicurezza si è spostato

Negli ultimi dieci anni, i sistemi operativi domestici sono diventati più sicuri e i software di protezione, come gli antivirus e i firewall, sono più sofisticati e in grado di soddisfare le carenze dei sistemi.

Tuttavia, al giorno d’oggi l’attenzione si è spostata sui browser e sulle applicazioni web. Il sistema operativo è improvvisamente diventato irrilevante. Ora i tuoi dati sono immagazzinati nel browser.

Chrome OS, una dimostrazione di come i tuoi dati sono memorizzati nel browser

Adesso, quando mi chiedono qual è il sistema operativo più sicuro, la mia risposta di solito è “il meno usato”. Il criterio di popolarità è importante: gli attacchi sono concentrati laddove ci sono più utenti, dati e denaro.

Ecco perché la questione riguardante la sicurezza del sistema operativo, sebbene non abbia perso rilevanza, è meno urgente rispetto a prima. A questo punto, ha più senso chiedersi qual è il browser più sicuro.

Morale: il sistema operativo più sicuro è quello che sai configurare…

Ci sono cose che renderanno l’impresa più o meno difficile, come il numero di vulnerabilità non corrette o la progettazione del sistema, ma la sicurezza di un Windows configurato correttamente può essere uguale o superiore a quella di Linux usato da un principiante che dà permessi root a tutto. Le misure di sicurezza integrate sono ormai molto simili, quello che cambia è l’utente.

Quale sistema operativo ritieni più sicuro?

[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti di Softonic ES]

Piratare un account Facebook potrebbe essere fin troppo facile

Circa un milione di account di Facebook sono vulnerabili e possono essere facilmente violati. Tutto quello di cui l’hacker in erba ha bisogno è un po’ di pazienza e un indirizzo Hotmail disattivato.
L’allerta proviene da uno studio condotto dai ricercatori della Rutgers University di Newark, nel New Jersey.

La ricerca, dal titolo minaccioso di “How to Hack into Facebook without being a Hacker“, sostiene che violare un account Facebook è tanto semplice quanto lo è entrare in possesso di un vecchio indirizzo di posta di Hotmail.

Effettivamente, Microsoft disattiva gli account Hotmail che risultano inutilizzati negli ultimi 270 giorni di inattività. A quel punto l’indirizzo può essere assegnato ad un nuovo utente che ne faccia richiesta.

Facebook invece utilizza un indirizzo di posta elettronica come username. E quindi, un hacker potrebbe accedere piuttosto facilmente a qualsiasi account di Facebook che utilizzi un indirizzo Hotmail scaduto.

Per verificare se un indirizzo Hotmail è scaduto gli hacker inviano una mail di test. Se si riceve un messaggio che indica che la “casella di posta del destinatario non è disponibile”, significa che quell’indirizzo è stato disattivato, e può essere richiesto da qualcun’altro, magari qualche male intenzionato.

A quel punto, entrare in Facebook è facile, basta inserire l’indirizzo e-mail rubato e poi selezionare l’opzione “Hai dimenticato la password?”. Facebook invierà una nuova password all’indirizzo e-mail rubato. E a quel punto si potrà accedere al profilo Facebook della vittima.

Tutto questo senza usare tecniche di phishing, brute force o trojans di alcuni tipo.

I ricercatori sostengono di aver avuto accesso, con questo metodo, a 15 account Facebook. Ovviamente lo scopo non era violare la privacy altrui, ma solo dimostrare quanto facile potesse essere accedere al profilo Facebook di qualcun’altro.

Nelle conclusioni dello studio si mette in evidenza che gli hacker potrebbero avere accesso a circa un milione di account Facebook. Non sono molti in confronto al miliardo di utenti del social network, ma è comunque una cifra inquietante.

Altri servizi di posta elettronica potrebbero essere altrettanto vulnerabili, anche se un portavoce di Google ha dichiarato che Gmail non ricicla gli indirizzi e-mail dei suoi utenti.

In una e-mail al New Scientist, un membro dell’equipe di Microsoft ha spiegato che “questo non è un problema con Facebook o Hotmail. Quando qualcuno smette di usare il suo account Microsoft, dovrebbe anche smettere di usare gli altri servizi Internet associati a quell’indirizzo. ”

[Via NewScientist]

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Skypemageddon: un nuovo malware colpisce gli utenti italiani di Skype

Siamo sicure! L’app che ti aiuta nel momento del bisogno

Siamo sicure!, l’app tutta italiana dedicata al pubblico femminile, nasce con un proposito lodevole: esserci d’aiuto in una situazione di pericolo.

Kulta, società di comunicazione milanese, ha avuto una bella idea. Creare un programma per smartphone dedicato alla sicurezza delle donne.

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Aggiornamento Java: corrette 50 falle di sicurezza

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Arriva la patch di Java che corregge 50 falle di sicurezza, l’aggiornamento è stato da poco annunciato dalla stessa Oracle sul blog ufficiale. L’update vuole mettere a tacere le polemiche dei giorni scorsi e far tornare Java sui browser degli utenti. La falla di sicurezza scoperta nelle scorse settimane ha infatti portato Mozilla a bloccare di default tutti i plugin Java da Firefox. E oggi anche Twitter ha invitato gli utenti a disabilitare Java per prevenire i rischi legati a possibili attacchi informatici.

Basterà un update a riportare la pace nel cielo di Java?

Antispyware? Chiamatelo antivirus, prego!

In esclusiva su Softonic ti presentiamo Ad-Aware 10, il roccioso antispyware ora antivirus. Lavasoft ha rivoluzionato il proprio prodotto: sicurezza a 360°, nuova interfaccia e tante opzioni. È arrivato il momento di provarlo?

Sono tempi duri per gli antispyware. La loro funzione specifica – trovare ed eliminare trojan – è stata integrata dagli antivirus moderni. Malwarebytes, SpyBot e lo stesso Ad-Aware hanno accusato il colpo e sono stati relegati a software di protezione di seconda classe.

Lavasoft ha tentennato con il suo prodotto di punta, che ha sofferto di una vera e propria crisi d’identità: un po’ antispyware, un po’ suite e un po’ antivirus. Ma dopa la caduta libera, Ad-Aware 10 è tornato come un potente antivirus, pronto a solcare i cieli azzurri di Windows.

Scopri il nuovo Ad-aware!
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