Analisi di Forza Horizon 6, il viaggio in Giappone che ci ha dato il miglior gioco di auto della storia

Non comincerò questa analisi facendo l’interessante. Mi è piaciuto?, non mi è piaciuto?… Il gioco mi ha entusiasmato ed è, per me, il miglior gioco di guida arcade a cui abbia mai giocato e guarda che ho i capelli grigi.

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Dopo più di 100 ore di guida (Xbox ci ha mandato un codice un mese fa, siamo sinceri), ho aspettato di avere chiaro cos’è il gioco e cosa si propone di fare. Per questo ora posso parlare a lungo e per bene del titolo di Playground Games.

Il Giappone come non l’avevi mai visto prima: al volante di un’auto

La ricostruzione digitale del Giappone in Forza Horizon 6 è, senza dubbio, il lavoro più dettagliato e spettacolare della serie fino a oggi. E infatti il Giappone si incastra alla perfezione in questa serie di viaggi in giro per il mondo, con la sua cultura automobilistica unica, un’enorme rete di autostrade e dei paesaggi splendidi che si fondono in una sfocatura colorata oltre il finestrino.

Forza Horizon 6 presenta anche l’ambiente urbano più grande e complesso della serie: Tokyo. Questo esteso labirinto di cemento è fatto di neon e di una rete aggrovigliata di autostrade sopraelevate, vicoli, strade, carreggiate e scorciatoie.

Percorrerlo a tutta velocità dà una sensazione diversa da quella di qualsiasi altra parte dell’enorme mappa, che comprende una ricostruzione digitale in miniatura —come una sorta di “best of”— di Tokyo e del resto del Giappone, incluse montagne innevate, ciliegi in fiore e verdi campagne coltivate.

Luoghi reali del Giappone che puoi visitare in Forza Horizon 6

Ci sono in totale 75 luoghi iconici da scoprire nel gioco pic.twitter.com/1Pppxc9xEk

— Dexerto (@Dexerto) 25 giugno 2026

A un certo punto, durante una gara che si sblocca alla fine del gioco, attraversi tutto il Giappone in auto. Ci ho messo più di 20 minuti, e la varietà dei paesaggi è stata incredibile. Mi sono sentito come se avessi davvero attraversato un intero paese. E ogni volta che il mio viaggio mi portava a Tokyo o nei dintorni, restavo colpito anche dalle enormi dimensioni del posto.

È un peccato, dunque, che Forza Horizon 6 non sfrutti di più Tokyo. Mi sarebbe piaciuto che ci fossero più gare, eventi e momenti in città, ma al momento del lancio sembra un po’ abbandonata. Alcune zone sembrano città fantasma a causa della mancanza di persone virtuali in Horizon 6 e dell’assenza totale di traffico.

Questo è un esempio di come il gioco privilegi il divertimento rispetto al realismo, il che è comprensibile, ma sarebbe stato interessante guidare nell’ora di punta e farsi un’idea più chiara della densità di popolazione di Tokyo. Ma questo non sarebbe divertente quanto sfrecciare a tutta velocità per le strade della città. E Horizon 6 è un gioco che sembra avere paura di annoiarti. Quindi niente ingorghi.

Quali auto vuoi guidare? Tutte, ovviamente

Quando arrivi per la prima volta in Giappone, ti danno alcune auto normalissime (anche se la mia Toyota Celica degli anni ’90 è una meraviglia che non cambierò mai), pochissimi soldi, e devi guadagnarti sul campo il tuo ingresso all’Horizon Festival.

A differenza dei capitoli precedenti, non sei più una leggenda del motorsport quando ti presenti. Ma sei un perfetto nessuno che cerca di farsi un nome con l’aiuto di alcuni amici del posto.

Mi è piaciuta molto questa idea. Ha evitato uno dei miei problemi più grossi con i giochi di Horizon: il modo in cui ti sommergono all’istante di auto, soldi, ricompense e bonus. Speravo che questa volta avrei dovuto faticare e dare tutto per ottenere auto più fighe e veloci oltre le prime ore.

Ci sono perfino alcuni incarichi di consegna che puoi accettare per guadagnare qualche soldo extra. Si tratta di semplici missioni a tempo in cui ai giocatori viene chiesto di guidare da un punto all’altro di Tokyo al volante di un furgone delle consegne. Sono piuttosto diverse dalle gare di supercar e dai salti acrobatici, ma, purtroppo, completarle diventa rapidamente una perdita di tempo.

Forza Horizon 6 | Primi dettagli sul gameplay:

▫️ Il Giappone è la mappa più grande della serie fino a oggi

▫️ Tokyo City è 5 volte più grande di qualsiasi altra città di Horizon precedente, con più distretti ispirati a luoghi reali

▫️ Oltre 550 auto al lancio

▫️ L’audio dei motori è stato completamente rifatto

▫️… pic.twitter.com/tJD3csOaL3

— KAMI (@Okami13_) 22 gennaio 2026

Ma dopo tre ore dall’inizio del gioco, guidavo già una supercar, avevo più di un milione di crediti sul mio conto in banca ed ero un pilota dell’Horizon Festival a tutti gli effetti di cui già parlavano i vari DJ che si possono sentire sulle stazioni radio del gioco. Non ho più fatto un altro lavoro di consegna. Per questo mi sarebbe piaciuto che Forza Horizon 6 prolungasse quella sensazione di tirare avanti e di sforzarsi al massimo per diventare un pilota famoso e ricco.

Purtroppo per me, questa non è una serie a cui piaccia rimandare o negare le soddisfazioni. Preferisce distribuire auto fighe e velocissime il prima possibile, invece di fartelo guadagnare e farti percepire un vero senso di progressione. È un’occasione persa, ma me ne sono dimenticato abbastanza in fretta, dato che il gioco offre una quantità quasi infinita di gare e attività divertenti da completare.

Guidare resta la cosa migliore del gioco dopo 6 capitoli

La parte più importante di qualsiasi gioco di corse è la sensazione che si prova schiacciando l’acceleratore. E, fortunatamente, la guida in Forza Horizon 6 continua a essere buona come lo è sempre stata nella serie. Questo è dovuto in gran parte al fatto che, dietro il colorato open world in stile arcade, continua a battere il cuore del motore di simulazione di guida e fisica di Forza Motorsport, il migliore della categoria.

Puoi aprire la schermata di personalizzazione e ritoccare ogni dettaglio della tua auto per ore e ore. Tutto questo è ancora lì. Ma quasi mai dovrai farlo se non vuoi. Anche gli appassionati della guida occasionale (come me, in realtà) beneficiano di tutto il lavoro dedicato a far sì che ogni auto trasmetta sensazioni incredibili e diverse. Passare da una supercar a una vecchia roadster può essere complicato, perché devi reimparare come si guida ciascuna.

O forse no, perché Forza Horizon 6 include una grande quantità di opzioni che ti permettono di rendere la guida del gioco molto, molto più facile o, se preferisci, molto, molto più difficile. Questa volta, puoi perfino segnare un punto sulla mappa e fare in modo che la tua auto ci arrivi da sola mentre ti godi il paesaggio. Horizon 6 è un autentico gioco di guida progettato per tutti, perfino, a quanto pare, per chi non ha troppa voglia di guidare.

Probabilmente, l’open world, la musica e l’esplorazione di Horizon 6 saranno gli aspetti che molti giocatori loderanno, ma questo è solo perché la guida è fatta così bene che quasi non te ne accorgi più. È tutto merito dell’impeccabile sistema di guida che lavora dietro le quinte. Questa è la vera ragione per cui Forza Horizon 6 funziona.

Svelata la mappa completa di Forza Horizon 6 pic.twitter.com/GAf8hNM3E6

— Pirat_Nation 🔴 (@Pirat_Nation) 8 aprile 2026

Conclusione: un gioco perfetto per chi ama guidare, divertirsi e viaggiare

Se ti piace il Giappone, se ti piacciono le auto, se ti piacciono i paesaggi splendidi, se ti piace farti un giro nei fine settimana, se ti piace il turismo, se ti piace guidare, se ti piace la musica… Forza Horizon 6 è pensato per praticamente tutti i giocatori di oggi, perché tutto quello che fa lo fa bene e perfino il tuo amico che non ha la patente si divertirà per ore a salire su una Subaru Impreza e a driftare sulle strade di montagna alla periferia di Tokyo.

Forza Horizon 6 è disponibile su Xbox Series, PC e PlayStation 5, quindi non hai scuse per non comprartelo subito e passare tutta l’estate a sgommare per il Giappone al volante della tua auto preferita. E ti do un consiglio: questo gioco si gode molto di più con amici con cui competere e ridere insieme a ogni curva. Playground Games ci ha preso di nuovo in pieno.

GTA 6: i 60 fps su PS5 e Xbox Series X potrebbero saltare al lancio

GTA 6: su PS5 e Xbox Series X i 60 fps potrebbero passare da una modalità Prestazioni

Grand Theft Auto V Scarica

Dal podcast polacco Rock and Borys arriva una nuova voce su Grand Theft Auto 6. Citando una fonte descritta come vicina a Rockstar Games, il podcast sostiene che almeno su PlayStation 5 e Xbox Series X il gioco possa includere un’opzione pensata per privilegiare le prestazioni, con l’obiettivo dei 60 fps.

È una delle richieste più frequenti da parte dei giocatori, quindi l’idea di una modalità Prestazioni a 60 fps su console per GTA 6 suona tutt’altro che secondaria.

C’è però il punto che conta davvero. La stessa fonte richiamata da Rock and Borys dice che Rockstar Games non sarebbe ancora “sicura al 100%” di riuscire a rendere disponibile questa modalità già al lancio.

Tradotto: sempre stando al rumor rilanciato da Rock and Borys, i 60 fps potrebbero anche arrivare più tardi, tramite un aggiornamento post-lancio.

GTA 6 a 60 fps su PS5 e Xbox? Cosa sostiene il rumor

Per come la racconta Rock and Borys, il piano su PlayStation 5 e Xbox Series X sarebbe quello di offrire due modalità grafiche: una standard a 30 fps e una modalità Prestazioni a 60 fps.

Rockstar Games Launcher Scarica

Su Xbox Series S, invece, il quadro sarebbe meno chiaro. Al momento il target sarebbe ancora quello dei 30 fps, anche se il podcast parla di lavori in corso per provare a migliorare la situazione sul fronte prestazionale.

Per ora, comunque, conferme ufficiali non ce ne sono.

Rockstar Games e Take-Two Interactive non hanno commentato la voce, quindi tutto si regge su un’unica fonte non verificata. Ed è il dato da tenere più a mente di tutti, soprattutto quando si parla di un gioco tecnicamente ambizioso come GTA 6.

Perché una modalità Prestazioni lascia ancora parecchi dubbi

Lo scetticismo, infatti, non manca.

Negli ultimi mesi diversi analisti tecnici, Digital Foundry compresa, hanno fatto notare che un 60 fps stabile su PlayStation 5 base e Xbox Series X sembra difficile da far convivere con quello che si è visto finora nei trailer di GTA 6.

Le sequenze mostrate pubblicamente fanno pensare a un livello altissimo di dettaglio ambientale, a un’illuminazione avanzata e a una densità della scena molto spinta. Sono tutti elementi che, storicamente, portano Rockstar Games a dare priorità alla resa visiva più che al frame rate.

Per questo non stupirebbe affatto vedere il gioco partire a 30 fps su quasi tutte, se non tutte, le configurazioni console, lasciando eventuali miglioramenti a un secondo momento.

Per una parte della community è lo scenario più credibile, anche guardando alla storia tecnica di Rockstar Games.

Il ruolo di Sony e la questione PS5 Pro

A far discutere ancora di più il rumor c’è anche il contesto commerciale che gli gira attorno.

Sony ha una partnership di marketing con Rockstar Games per GTA 6 e ha già pubblicizzato il gioco come esperienza “best on PS5”. In più, la pagina di GTA 6 sul PlayStation Store riporta il supporto “PS5 Pro Enhanced”, anche se per adesso non sono stati chiariti i miglioramenti concreti.

Da qui nascono parecchie interpretazioni.

Tra le ipotesi più gettonate dagli appassionati c’è quella di una modalità con frame rate più alto su PlayStation 5 Pro, ma al momento resta solo questo: un’ipotesi. Il rumor, del resto, cita in modo esplicito PlayStation 5 standard e Xbox Series X, non soltanto la console mid-gen di Sony.

Un rumor da maneggiare con cautela, ma l’interesse è altissimo

La voce si sta diffondendo in fretta anche per un altro motivo: in passato Rock and Borys aveva anticipato correttamente alcune informazioni su The Witcher 3, e per qualcuno questo basta ad alzare la credibilità del report.

Il pubblico, però, resta spaccato tra entusiasmo e prudenza.

Per adesso siamo nel campo delle indiscrezioni non confermate. Non resta che aspettare e capire se GTA 6 offrirà davvero i 60 fps su console, e soprattutto se questa opzione sarà disponibile dal day one oppure se bisognerà aspettare ancora, magari fino a un aggiornamento successivo.

Marvel Tōkon: Fighting Souls apre la open beta: dal 24 al 26 luglio con Loki, Blade e Deadpool

Marvel Tōkon: Fighting Souls: open beta dal 24 al 26 luglio, uscita il 6 agosto 2026

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Dal palco di EVO 2026 è arrivata la conferma di Sony Interactive Entertainment e Arc System Works: Marvel Tōkon: Fighting Souls avrà un’open beta dal 24 al 26 luglio su PlayStation 5 e PC, mentre l’uscita mondiale resta fissata al 6 agosto 2026.

La prova pubblica cade appena una settimana prima del lancio globale del 6 agosto 2026, quindi finirà per essere l’ultimo vero banco di prova per il nuovo fighting game Marvel.

E non è stato l’unico annuncio. Insieme alla beta, Sony Interactive Entertainment e Arc System Works hanno mostrato anche gli ultimi tre personaggi del roster di lancio, con un occhio piuttosto chiaro al pubblico competitivo: Loki, Blade e Deadpool.

Marvel Tōkon: Fighting Souls, date dell’open beta e uscita

Se vuoi provarlo in prima persona, ormai manca poco: l’open beta di Marvel Tōkon: Fighting Souls sarà disponibile dal 24 al 26 luglio su PS5 e PC, come annunciato da Sony Interactive Entertainment e Arc System Works durante EVO 2026.

Per adesso non sono stati diffusi altri dettagli su contenuti, modalità o orari precisi. Il tempismo, però, dice già parecchio: il test arriva a ridosso dell’uscita globale del 6 agosto 2026.

Il richiamo ad altri picchiaduro online è abbastanza evidente. Le beta last minute, di solito, servono a mettere sotto pressione l’infrastruttura e a raccogliere gli ultimi feedback sul bilanciamento. Marvel Tōkon: Fighting Souls, però, sembra voler usare questa finestra anche in un altro modo.

Qui la beta può diventare anche un test della risposta del pubblico più ampio davanti a una formula meno tradizionale.

Loki, Blade e Deadpool portano il roster a 20 personaggi

Con il trio annunciato a EVO 2026, la line-up iniziale del gioco arriva a 20 combattenti.

Loki porta con sé una presenza più imprevedibile, costruita sull’inganno. Blade spinge invece su un’aggressività da cacciatore di vampiri. Deadpool, da parte sua, lascia intuire il solito mix di caos, velocità e ironia che i fan si aspettano dal personaggio.

Le nuove aggiunte si affiancano al già rivelato Ghost Rider dentro i cosiddetti Samurai Outriders, un gruppo che, da quanto mostrato a EVO 2026, dovrebbe avere spazio anche nella modalità per giocatore singolo Episode Mode.

C’è poi un altro elemento interessante: il legame con Episode Mode. Sulla carta dovrebbe servire a dare al roster un aggancio più forte con la parte narrativa, invece di ridurre tutto a una semplice selezione di facce note dell’universo Marvel.

Cos’è Marvel Tōkon: Fighting Souls e perché EVO conta

Marvel Tōkon: Fighting Souls è un picchiaduro tag-team 4v4 sviluppato da Arc System Works e pubblicato da Sony Interactive Entertainment.

Già solo questo incrocio basta a spiegare perché il progetto sia tra i più attesi del genere. Da una parte c’è uno studio con una forte identità stilistica e anni di esperienza nei fighting game. Dall’altra c’è un marchio come Marvel, che da solo sposta l’attenzione.

Che gli annunci più importanti siano arrivati proprio a EVO 2026 rafforza ancora di più l’idea di un gioco pensato anche per la scena competitiva.

A EVO 2026 c’era anche una demo giocabile, segno che il titolo è ormai entrato nella fase finale di rifinitura e promozione.

Fra le altre novità mostrate a EVO 2026 c’è pure un nuovo scenario, Asgard, perfettamente coerente con l’arrivo di Loki. Sempre a EVO 2026 sono stati confermati anche i doppiatori dei tre nuovi personaggi: Jason Spisak per Loki, Imari Williams per Blade e Nolan North per Deadpool.

Con la beta in arrivo, il roster ormai completo e il lancio dietro l’angolo, Marvel Tōkon: Fighting Souls si presenta come uno dei debutti più osservati dell’estate 2026.

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Virtua Fighter Crossroads: Sega mostra Bakunawa Killer a Evo 2026

Sega ha svelato Bakunawa Killer, il nuovo personaggio di Virtua Fighter Crossroads, nel trailer del gioco mostrato durante Evo 2026. La figura appare mascherata, volutamente difficile da decifrare, e dà subito l’idea di avere un peso importante nel rilancio della storica serie di picchiaduro 3D.

La rivelazione pesa ancora di più per un motivo semplice: Virtua Fighter Crossroads non è uno spin-off qualunque. È il sesto capitolo principale di Virtua Fighter e il primo episodio davvero nuovo della saga dopo quasi vent’anni. L’uscita è prevista per il 2027, stando a quanto mostrato da Sega, ma già il solo annuncio ha acceso teorie, hype e paragoni con la nuova fase dei grandi fighting game.

Virtua Fighter Crossroads: chi è Bakunawa Killer

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Basta dare un’occhiata al trailer di Virtua Fighter Crossroads presentato da Sega per capire una cosa: Bakunawa Killer entra in scena come un antagonista dall’impatto visivo molto forte. Indossa un qipao nero e si muove con un’aura quasi rituale, lontana da quella dei combattenti classici della serie.

Anche il nome difficilmente è stato scelto a caso. “Bakunawa” rimanda infatti a una creatura draconica della mitologia filippina, un dettaglio che rende più netta l’identità culturale del personaggio e fa pensare a un legame diretto con l’ambientazione del gioco.

La community, ovviamente, si è buttata subito sulle speculazioni legate alla vera identità di Bakunawa Killer. Tra le teorie più condivise c’è quella secondo cui potrebbe trattarsi di un lottatore già conosciuto dai fan, nascosto dietro un’altra immagine.

I nomi che saltano fuori più spesso sono Lau Chan e Lei-Fei, ma il punto che ha acceso davvero la discussione è soprattutto la reazione di Pai Chan nel trailer di Virtua Fighter Crossroads. Il suo shock è fin troppo evidente e lascia pensare a un legame personale che Sega, almeno per ora, preferisce tenere coperto.

Un ritorno storico dopo quasi vent’anni

Dopo quasi vent’anni, Virtua Fighter ha finalmente tra le mani un capitolo davvero inedito. Virtua Fighter Crossroads segna un passaggio delicato, e importante, per una serie che per anni è rimasta ai margini del mercato mainstream.

Dopo Virtua Fighter 5 Ultimate Showdown del 2021, che Sega aveva usato anche per capire quanto interesse ci fosse ancora attorno al marchio, adesso arriva un progetto completamente nuovo. È il segnale più netto delle intenzioni della casa giapponese: riportare Virtua Fighter al centro della scena.

Lo sviluppo è affidato a RGG Studio, come comunicato da Sega, cioè il team che molti conoscono soprattutto per la serie Yakuza/Like a Dragon. Qui non si parla di un semplice restyling. L’impostazione scelta viene definita da Sega come una “reimmaginazione” di Virtua Fighter.

Da un lato torneranno facce storiche, ma con design aggiornati. Dall’altro entreranno in gioco personaggi completamente nuovi, come lo stesso Bakunawa Killer. La strategia sembra chiara: modernizzare la saga senza tagliare il filo con la sua identità tecnica.

Più storia, più cinema, nuova ambientazione

Tra le novità più grosse c’è l’inserimento, per la prima volta nella serie, di una vera modalità storia per giocatore singolo, almeno stando alle informazioni diffuse da Sega. L’obiettivo dichiarato è offrire un’esperienza più cinematografica e più legata alla narrazione, così da allargare il richiamo del gioco anche oltre il pubblico competitivo.

Interessante anche la funzione collegata proprio alla modalità storia, pensata per dare più spazio ai personaggi e al contesto del torneo. Per una serie che ha sempre avuto nella tecnica e nei duelli il suo tratto distintivo, è un cambio non da poco.

Virtua Fighter Crossroads sarà ambientato a Vilasapara, una città immaginaria del Sud-est asiatico, come mostrato da Sega. È una scelta che incuriosisce perché allarga l’orizzonte geografico di Virtua Fighter e si lega bene all’arrivo di un personaggio come Bakunawa Killer, che si porta dietro riferimenti culturali finora poco battuti dal franchise.

Il segnale di una nuova ondata per i fighting game 3D

L’annuncio di Virtua Fighter Crossroads arriva in un momento favorevole per il genere. Tra la solidità di Tekken e i segnali di rinnovata attenzione attorno ad altri nomi storici come Dead or Alive, anche Virtua Fighter sembra pronto a riprendersi il suo spazio.

Le somiglianze con la nuova direzione dei grandi fighting game 3D si vedono, ma Virtua Fighter pare voler andare un po’ oltre quando si parla di costruzione dell’universo di gioco e di componente narrativa. Se il trailer mostrato a Evo 2026 doveva chiarire quali siano le ambizioni del progetto, l’impressione è piuttosto limpida: Sega vuole rimettere Virtua Fighter in primo piano, e Bakunawa Killer è già il primo grande mistero di questo ritorno.

Splatoon Raiders: Nintendo conferma il Direct dedicato, c’è la data

Nintendo ha confermato un nuovo Nintendo Direct per martedì 30 giugno, stavolta interamente dedicato a Splatoon Raiders, il prossimo capitolo della serie in arrivo in esclusiva su Nintendo Switch 2. L’annuncio è arrivato direttamente dalla casa di Kyoto.

Sarà il primo vero approfondimento sul progetto, il primo momento in cui capire meglio che forma ha preso questo gioco.

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Per Nintendo è un passaggio tutt’altro che secondario.

Splatoon Raiders, infatti, non si presenta come un seguito in senso classico. È uno spin-off con una marcata componente single-player per una saga che, fino a oggi, ha costruito quasi tutta la propria identità sul multiplayer competitivo.

Il Direct dedicato a Splatoon Raiders andrà in onda alle 7:00 del mattino PT, cioè alle 16:00 in Italia, stando al calendario diffuso da Nintendo.

La presentazione durerà circa 15 minuti. Subito dopo ci saranno altri 30 minuti di Nintendo Treehouse: Live, con sessioni di gameplay pensate per mostrare più da vicino meccaniche, ambientazioni e struttura del gioco, come spiegato dalla stessa Nintendo.

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La formula dice già qualcosa. Nintendo sembra voler spingere forte sulla comunicazione del titolo proprio nelle settimane che precedono il lancio.

D’altronde la data d’uscita di Splatoon Raiders è già fissata al 23 luglio 2026, sempre secondo Nintendo, quindi questo Direct arriva nel momento giusto per far capire che esperienza sarà davvero.

Qui il cambio di rotta si vede bene: niente struttura costruita quasi solo sulle battaglie online a colpi di inchiostro, come nello Splatoon più classico. Splatoon Raiders mette al centro un’avventura pensata prima di tutto per il gioco in singolo.

Ed è proprio questo l’aspetto più interessante del progetto, oltre a essere quello che lo allontana di più dalla formula abituale di un franchise diventato popolare grazie alla sua anima competitiva.

Nel gioco si vestono i panni di un meccanico che lavora insieme a Deep Cut, il trio già visto in Splatoon 3, per esplorare le Spirhalite Islands, come riporta la descrizione ufficiale diffusa da Nintendo.

L’avventura ruoterà attorno all’esplorazione delle isole, agli scontri contro i Salmonid, alla caccia al tesoro e alla gestione di gadget personalizzabili. Nel corso della progressione sarà anche possibile potenziare armi e abilità, sempre sulla base delle informazioni comunicate da Nintendo.

C’è poi un altro elemento da tenere d’occhio: la modalità cooperativa online fino a quattro giocatori, annunciata da Nintendo, che evita alla serie di perdere del tutto il suo lato sociale.

Insomma, anche se l’impianto resta soprattutto quello di un’esperienza solitaria, Splatoon Raiders continuerà ad avere una componente condivisa tutt’altro che marginale.

Nintendo, dal canto suo, ha numeri che spiegano bene perché stia dando al progetto tutta questa visibilità.

Splatoon 3 aveva raggiunto 11,96 milioni di copie vendute nel mondo al 31 marzo 2024, secondo i risultati finanziari della società, confermandosi uno dei brand più solidi dell’azienda. Sul fronte hardware, Nintendo ha inoltre comunicato 19,86 milioni di Nintendo Switch 2 vendute nell’esercizio concluso a marzo 2026: una base installata già molto ampia per un’esclusiva di questo calibro.

La macchina promozionale, intanto, si è già mossa.

Nintendo sta pubblicando ogni giorno un fumetto prequel gratuito sull’app Nintendo Today! fino al 22 luglio 2026, in base a quanto annunciato dall’azienda; ha anche organizzato uno Splatfest a tema Splatoon Raiders all’interno di Splatoon 3 e, in Giappone, ha previsto perfino accessori dedicati per Nintendo Switch 2.

Tutti i segnali vanno nella stessa direzione. Nintendo vuole fare di Splatoon Raiders uno dei lanci forti dell’estate su Nintendo Switch 2.

Il Direct del 30 giugno servirà soprattutto a questo: capire se questa svolta più avventurosa riuscirà a convincere sia i fan di lunga data sia chi, finora, ha sempre guardato Splatoon da un po’ più lontano.

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Genshin Impact 6.7 arriva il 1° luglio: orario d’uscita e novità di Luna 8

Per HoYoverse, Genshin Impact 6.7 , l’aggiornamento “Luna 8: Sunny Summer Fontinalia”, arriverà in Italia mercoledì 1° luglio 2026 alle 5:00 del mattino , a meno che la manutenzione dei server non si prolunghi di qualche minuto.

Come succede a ogni patch, l’apertura coincide con la fine dei lavori sui server. Se la tabella di marcia comunicata da HoYoverse verrà rispettata, Genshin Impact tornerà online proprio in quel momento.

Genshin Impact Scarica

L’orario globale fissato da HoYoverse per la versione 6.7 è l’1 luglio 2026 alle 11:00 (UTC+8).

Tradotto nei principali fusi orari, e seguendo il calendario diffuso dalla società, l’update sarà disponibile in Italia alle 5:00 del 1° luglio , nel Regno Unito alle 4:00 dello stesso giorno, sulla Costa Est degli Stati Uniti alle 23:00 del 30 giugno e sulla Costa Ovest alle 20:00 del 30 giugno.

Per chi gioca in Europa, quindi, si parte all’alba del 1° luglio. Nelle Americhe, invece, la patch arriverà ancora nella sera del 30 giugno.

I tempi di manutenzione, però, possono slittare un po’, anche se di solito HoYoverse resta dentro la finestra annunciata.

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L’aggiornamento uscirà su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S, iOS e Android. Il pre-download è già disponibile e, in base ai dettagli di pre-installazione condivisi da HoYoverse, su PC il pacchetto pesa circa 7 GB. Meglio prepararsi prima, se vuoi evitare code e download all’ultimo secondo al lancio.

Il nome che attira più attenzione nella 6.7 è Sandrone , nuovo personaggio giocabile 5 stelle Cryo armato di claymore. È lei il volto della patch, che porta anche una nuova area lunare permanente da esplorare e spinge ancora di più quel senso di chiusura del ciclo prima del passaggio alla prossima grande versione.

C’è anche un regalo che farà comodo a molti: la patch darà Charlotte gratis. È un bonus utile se hai appena iniziato, ma anche se vuoi allargare il roster senza consumare Primogemme.

Sul piano del gameplay, una delle novità più in vista è “Stellar-Conduct”, una nuova reazione elementale legata da vicino a Sandrone. Per parecchi giocatori conta soprattutto per questo: sembra il primo assaggio di sistemi più grandi che potrebbero diventare centrali con la versione 7.0.

Per quanto riguarda i banner, la Fase 1 metterà al centro Sandrone insieme al rerun di Citlali. La Fase 2, invece, riporterà Columbina e Raiden Shogun. In più arriverà un nuovo banner “Lightrace Wish” con Yae Miko, Cyno, Wriothesley, Qiqi e Mizuki.

La 6.7 metterà il punto finale alla storyline “Song of the Welkin Moon” e, di fatto, sarà l’ultimo vero ponte narrativo prima della 7.0.

Qui sta il nodo. Per quanto la patch sembri piena di contenuti, una parte della community guarda già oltre, verso Snezhnaya e i personaggi futuri. Non pochi giocatori sono pronti a saltare i banner attuali per tenersi stretti materiali e risorse in vista di nomi come Tsaritsa e Odette.

C’è poi una modifica che molti aspettavano da tempo: una funzione più rapida per saltare i dialoghi, pensata per far scorrere più velocemente sequenze che la community chiedeva di poter abbreviare da mesi. È un’aggiunta sensata in un gioco che, pur con un fatturato mobile più basso rispetto al picco del 2022, resta enorme. Secondo varie stime di mercato, alla fine del 2025 aveva superato i 10 miliardi di dollari di spesa complessiva da parte dei giocatori e, sempre stando a rilevazioni di settore circolate a metà 2025, contava oltre 300 milioni di account registrati.

Xbox Game Pass: nuove trattative con gli indie in pausa, cresce la preoccupazione

Microsoft avrebbe interrotto all’improvviso i negoziati per portare alcuni giochi su Xbox Game Pass con più team indie, in certi casi quando l’accordo sembrava a un passo dalla firma. A dirlo è stato Mike Rose durante The Business of Video Game Podcast. Per molti studi indipendenti, finire nel catalogo di Xbox Game Pass non è un extra: è un tassello decisivo del piano finanziario. Microsoft, per ora, non ha rilasciato commenti sull’indiscrezione.

Game Pass e indie: perché questa pausa spaventa così tanto

Qui il nodo è semplice: un accordo con Xbox Game Pass può valere molto più di un po’ di visibilità in più.

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Per uno studio che sta realizzando un gioco indie dentro un mercato affollato e spesso imprevedibile, firmare con Xbox Game Pass vuol dire mettere in cassa entrate garantite prima ancora dell’uscita. E questo cambia parecchio, perché abbassa il rischio sia durante lo sviluppo sia al momento del lancio.

Di fatto, contratti del genere possono diventare una rete di protezione vera. Servono a coprire costi, stipendi, marketing e, in certi casi, reggono una parte importante dell’intero business plan.

Si capisce allora perché alcuni sviluppatori e addetti al publishing descrivano la situazione con l’immagine di chi si è visto “togliere il terreno da sotto i piedi”.

C’è poi un altro aspetto, e conta molto: la struttura stessa di questi accordi.

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Negli anni si è parlato di fee fisse, di copertura totale della produzione per giochi disponibili dal day one, oppure di modelli legati a quanto il titolo viene effettivamente usato sulla piattaforma. Tra gli esempi citati nelle analisi di settore c’è Cooking Simulator: secondo quelle ricostruzioni, lo sviluppatore avrebbe incassato 600.000 dollari per l’ingresso nel servizio, una cifra pesante se confrontata con i ricavi annuali precedenti.

Un possibile riassetto strategico per Xbox

Detto questo, la pausa non viene letta per forza come uno stop definitivo al supporto verso gli indie.

Diverse fonti del settore parlano piuttosto di un congelamento temporaneo, legato a una fase di revisione interna dentro Xbox.

E il quadro generale non aiuta a stare tranquilli.

Negli ultimi mesi Microsoft ha ritoccato i prezzi di Xbox Game Pass, cambiato il modo in cui alcuni grandi giochi in arrivo potrebbero essere gestiti nel servizio e alzato il prezzo delle console Xbox in vari mercati.

A questo si aggiungono le voci su possibili tagli, chiusure di studi e un rallentamento nei nuovi impegni di spesa.

Se Xbox sta davvero ricalibrando le sue priorità, gli accordi con gli studi indipendenti rischiano di essere tra i primi a finire in frenata.

Gli indie restano cruciali per il catalogo Game Pass

Il punto quasi paradossale è che gli indie sono una parte centrale dell’identità stessa di Xbox Game Pass.

Attraverso ID@Xbox, Microsoft ha versato oltre 5 miliardi di dollari in royalty dal 2013, collaborato con più di 5.000 sviluppatori distribuiti in oltre 100 Paesi e contribuito al lancio di circa 6.000 giochi, secondo i dati diffusi dalla stessa Microsoft e aggiornati a marzo 2025.

Bastano questi numeri per capire quanto la scena indipendente abbia contato nel riempire il catalogo, distinguerlo dagli altri e dare agli abbonati un motivo concreto per restare.

Una parte del valore di Xbox Game Pass passa proprio da lì, da quel flusso continuo di produzioni diverse dal solito. Se i nuovi giochi indie cominciano a rallentare, l’effetto può farsi sentire da entrambe le parti: sugli sviluppatori e sugli utenti.

Rimane anche una zona grigia sulle conseguenze a livello globale.

Senza comunicazioni ufficiali da parte di Microsoft, i team fuori dai mercati occidentali restano sospesi nell’incertezza, anche in aree dove l’azienda aveva provato a sostenere la crescita del settore indie, come il Sud-est asiatico.

Per ora restano indiscrezioni non confermate. Tocca aspettare per capire se Microsoft confermerà davvero questa pausa negli accordi di Xbox Game Pass con gli indie, oppure se si tratta solo di uno stop temporaneo. Il messaggio che arriva all’industria, comunque, è già motivo di preoccupazione.

Come creare un installer USB di macOS Golden Gate

Con l’arrivo di macOS 27, anche se per ora solo in fase beta, creare un installer USB di macOS Golden Gate è un modo molto efficiente per installare il sistema su più Mac e accelerare tutto il processo con connessioni più lente. Vediamo i pochi passaggi per avere la nostra USB preparata e pronta da usare quando ne avremo bisogno.

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Preparare la memoria USB e scaricare l’installer

Per creare il nostro installer USB ci serve una memoria di almeno 16 GB. Qualsiasi unità andrà bene, da una chiavetta USB a un SSD portatile, purché sia formattata come Mac OS Extended (Journaled) per garantire la migliore compatibilità. Se necessario, possiamo aprire Utility Discoe scegliere Inizializza una volta selezionata la memoria nella barra laterale per applicarle il formato corretto.

Fatto questo, scarichiamo l’installer di macOS Golden Gate usando il Terminale. Se stiamo ancora scaricando una beta, andiamo in Impostazioni > Generali > Aggiornamento Software per abilitare quella beta. Poi, apriamo l’app e scriviamo:

softwareupdate –list-full-installers

Così potremo identificare la versione disponibile e, con quel dato, eseguire:

softwareupdate –fetch-full-installer –full-installer-version 27.0

L’installer apparirà nella cartella Applicazioni come “Installa macOS Golden Gate”.

Creare l’installer passo dopo passo

Con l’USB collegato, apriamo la cartella Applicazioni, facciamo clic destro su “Installa macOS Golden Gate”, selezioniamo Mostra contenuto pacchetto ed entriamo in Contents > Resources. Digitiamo sudo nella finestra del terminale, poi uno spazio. Poi **dalla cartella aperta trasciniamo il file createinstallmedia nel Terminale e aggiungiamo –volume seguito da uno spazio*. Per finire, trasciniamo il volume USB dalla Scrivania alla finestra del Terminale.

Premiamo Invio e confermiamo con la nostra password. Quando il sistema ce lo chiederà scriviamo “y” nel terminale, e premiamo Invio. Da qui in poi il processo inizializzerà l’USB e copierà il sistema. Dopo qualche minuto, avremo un installer avviabile, pronto per aggiornare rapidamente qualsiasi Mac.